Trump e un 2018 da ricordare

Certamente non possono essere i dati dell’ultimo giorno borsistico dell’ anno a determinare la pagella per Trump e il suo staff alla Casa Bianca.

Vediamoli comunque nella tabella sottostante:

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Tabella dati macroeconomici

    Indice dei direttori agli acquisti di Chicago (Dic) 65,4 62,0 66,4
    Vendita di case nuove (Mensile) (Nov)   2,9% -8,9%
    Contratti pendenti di vendita di Abitazioni (Mensile) (Nov) -0,7% 0,7% -2,6%

Notiamo un effervescente indice dei direttori degli acquisti, promessa di nuova espansione produttiva.

Di contro scompare il dato sulla vendita di case nuove; mentre registrano un brusco calo, rispetto al consensus, i contratti pendenti di vendita di abitazioni.

Peraltro meglio del mese precedente.

Se diamo un peso specifico ai dati possiamo ricavarne ancora una prevalenza di  buone sensazioni.

La pagella di Trump

Per molti… per merito, per altri… nonostante Trump, nel 2018 l’economia USA ha riproposto numeri di crescita, a cominciare dall’occupazione, che non si vedevano dagli anni ’60.

Disoccupazione da mesi sotto il 4%, viceversa PIL che si è portato persino sopra la medesima soglia del 4%.

Un gioco di numeri fascinoso quanto rappresentativo di un ciclo economico, piaccia o no, virtuoso.

Ho scritto “piaccia o no” perché molti vorrebbero negare i meriti di Trump al riguardo.

Ma è impresa ardua: in particolare le manovre fiscali e i rilevanti investimenti pubblici,voluti dalla Casa Bianca, hanno avuto un ruolo decisivo nell’avviare questa fase di crescita economica.

Sta per svanire l’effetto Trump?

Piuttosto molti osservatori si tanno chiedendo se gli effetti delle suddette manovre stiano gradualmente svaporando come naturale…

…e a seguire cosa altro potrà mantenere in quota l’economia americana?

Certamente gli USA potranno fare poco affidamento sia sui partner europei che sui mercati asiatici, entrambi filoni in fase critica.

Cosa potrà dunque inventarsi Trump?

L’auspicio che prosegua nella sua politica urlata, ma al tirare delle somme pacifista, deve prevalere su qualsiasi altra considerazione.

Troppi suoi altri predecessori, a parole pacifisti, si sono poi rifugiati in diffuse azioni militari a marchio USA per sostenere l’economia a stelle e strisce a loro affidata.

Escludendo questa ipotesi continuo a pensare che la cosa migliore che Trump potrebbe fare sarebbe starsene discretamente fermo.

Ovvero in ossequio allo sportivo “squadra che vince non si tocca”…senza:

alterare gli equilibri commerciali globali faticosamente raggiunti con una guerra commerciale,che, a suon di ritorsioni, rischia di non fare vincitori ma solo vinti.

Il caos non piace ai mercati e si sa frena gli investimenti!

– Disperdere miliardi di dollari per costruire un anacronistico muro quando, tra l’altro, anche i telefilm americani insegnano che la maggioranza dei profughi accede agli Stati Uniti per via sotterranea…

– Continuare a  sbraitare contro la FED e Powell che stanno svolgendo al meglio il proprio lavoro.

2019 FED abbasserà i tassi

Sì, perché al dunque potrebbe essere proprio la FED ad aiutare Trump ed a sostenere l’andamento dell’economia americana.

Sarà importante che Powell riesca a completare rapidamente i rialzi dei tassi programmati anche se, a sensazione, riuscirà a farne soltanto uno dei due programmati per il 2019.

Dopo di che, con le borse a terra, la frenata dell’economia USA e pochi sostegni dal resto del mondo, sarà proprio la FED che invertendo la politica monetaria potrà rivitalizzare economia ed umori della Casa Bianca.

In sostanza è lecito attendersi che nel 2019 la FED arriverà dapprima ad annunciare e poi a realizzare tagli dei tassi d’interesse.

Approfondimento

Wall Street e il 2019: nuovi rialzi?

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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