Trump contro XI Jinping: cosa accadrà ora?

 Guerra economica o guerra non convenzionale?

Dopo le recenti affermazioni del presidente Americano, confermate dal Segretario di Stato Pompeo, che il virus è “scappato da un laboratorio di Wuhan” le tensioni tra i due paesi sono salite.

Il COVID 19 sarebbe fuggito dal laboratorio di Virologia di Wuhan, “la Cina ha fatto tutto quello che ha potuto per tenere il mondo all’oscuro di tutto”, così ha dichiarato Trump.

La Cina  avrebbe  mentito al mondo sia sull’inizio della epidemia, sia sulla sua virulenza, sia sul numero effettivo dei contagiati e dei morti, secondo quanto riportato dal braccio destro di Trump.

La Cina  non ha avuto un comportamento molto trasparente, è bene comunque  ricordarlo ancora una volta:  non è una democrazia   di stampo occidentale.

Tutta colpa della Cina?

La colpa deve essere anche imputata all’OMS, che sotto la presidenza del Dott. Tedras Adhanom ha favorito in maniera sconsiderata la Cina,  ritardando lo stato di emergenza.

Lo stato di Pandemia Internazionale è stato dichiarato  dall’OMS, solo  il 11 marzo 2020. Ricordiamo che Tedras è stato nominato alla presidenza dell’OMS con il voto determinante della CINA.

Trump accusa ancora  La Cina.

Dopo queste gravi affermazioni, per adesso supportate solo dagli 007 americani, quali scenari a livello di politica economica si possono prospettare?

Una guerra economica basata sui dazi?

Con un aumento di questi verso il gigante asiatico.

Questo basterà  per adesso a soddisfare il Presidente  Trump?

Si  comincerà una vera guerra non convenzionale come al tempo della cortina di bambù?

I campi di battaglia saranno quelli dell’economia e della finanza internazionale?

L’export cinese subirà un  arresto?

Come reagiranno le borse a queste manovre?

Sarà una guerra breve?

La Borsa cinese sempre “allegra” comincerà a  ripiegare,  è giunto il momento di alleggerire tutte le posizioni verso il gigante asiatico.

La Cina è un  grande produttore manifatturiero e quindi deve trovare costantemente sbocco per i suoi prodotti.

La sua produzione, in genere, è  indirizzato  verso Europa e America.

L’Africa potrà assorbire le eccedenze di merci cinesi?

Se questi due mercati riducessero gli acquisti di prodotti cinesi, l’Africa e gli altri paesi potrebbero compensare tali minori acquisti?

L’Africa ha grandi potenzialità di sbocco per i manufatti ma il problema è la sostenibilità della bilancia dei pagamenti verso la Cina.

Solo studiando le prossime mosse dell’amministrazione americana potremo prevedere gli scenari futuri.

Per adesso  scaricare   in maniera sostanziosa le posizioni verso tali impieghi  è sicuramente un’azione prudenziale.

Se l’economia cinese proseguirà la sua corsa a due cifre,  potremo sempre ritornare a comprare.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

Consigliati per te