Trimestrali americane deludono? Google e Samsung

La correzione sui mercati azionari a fianco delle tensioni sui dazi viene anche favorita da alcune trimestrali americane considerate negativamente dagli analisti.

Andiamo a veder cosa in particolare nei giorni scorsi ha messo in dubbio il sentiment positivo che aleggiava sulle borse

In particolare spiccano i dati deludenti di Google e Samsung (SSNLF).

Due colossi dalla grande capitalizzazione per i quali non è affatto facile mantenere certi standard di crescita attesi.

Dal mio punto di vista talvolta un sano consolidamento dei risultati vale di più di qualche estemporaneo picco di crescita ma tant’è in borsa non molti la pensano così.

La speculazione si nutre di numeri sempre crescenti e basta poco per mandare il sentiment in negativo.

Specie, come in questo caso, dopo forti crescite che evidentemente scontavano gli scenari migliori.

Trimestrali americane: Samsung in affanno.

Samsung, ha registrato un  calo del 56,9% dei profitti nel primo trimestre, fattore che ha certamente portato negatività sui listini asiatici già da alcuni giorni.

D’altronde dopo il calo delle vendite della più costosa Apple era normale che anche Samsung battesse in testa.
La moda di continuare a cambiare telefonino sta scemando.

Apple si sta riciclando nel settore TV facendo concorrenza dall’autunno prossimo a Netflix…Samsung cosa si inventerà?

Google appesantita unica tra le trimestrali delle Big

Il motore di ricerca, quotato in borsa tramite la holding Alphabet, ha ottenuto ricavi per 36.3 miliardi stando sotto le stime degli analisti posizionate a quota 37 miliardi.

La crescita pubblicitaria in forte rallentamento ha evidentemente messo in ansia ha poi preoccupato gli analisti.

Ed in effetti gli utili trimestrali a 6.7 miliardi hanno segnato un preoccupante calo del 29% rispetto al dato precedente.

Gli analisti sono molto preoccupati dal fatto che Alphabet è stato l’unico tra i colossi del web ad aver deluso in questo primo trimestre del 2019.

I risultati sotto le attese di Google infatti sono in contrasto con le brillanti trimestrali fornite da Microsoft, Amazon e Facebook che avevano allontanato le preoccupazioni sulla possibile fase di stagnazione dell’economia globale e dei consumi Usa.

In Google poi sono cresciuti pesantemente i costi, vale a dire del 16,5%, praticamente come il fatturato.

E sappiamo quanto incida Google non solo come peso specifico sugli indici USA ma proprio come valutazione sistemica!

Evidentemente, visto il comportamento delle Borse qualcuno sta pensando che a Google (Alphabet) sia capitato quello che agli altri colossi capiterà a breve.

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