Trasferirsi in Australia: a chi converrebbe?

Trasferirsi in Australia potrebbe richiedere coraggio e spirito di iniziativa assai spiccati. La distanza geografica dal nostro Paese già di per sé giustificherebbe una lunga e ponderata riflessione. Dalla capitale italiana a quella australiana vi sono 20/21 lunghe ore di volo con uno scalo e il costo del biglietto non può dirsi abbordabile. Prima di solcare cieli così lontani, occorre raccogliere informazioni e dati che restituiscano un’immagine fedele dell’isola. Non basterà sapere che le temperature sono calde tutto l’anno e che il temperamento degli australiani è assimilabile a quello degli italiani in termini di accoglienza.

A chi conviene

I giovani italiani che intendono trasferirsi in Australia sono mossi da motivazioni professionali ed economiche. Persino mentre era in corso la crisi globale del 2008, l’Australia ha tenuto duro, registrando un PIL decrescente solo per due trimestri. La vicinanza geografica alla Cina gioca a favore dell’isola in virtù della massiccia esportazione di materie prime australiane. Con un’economia così solida e un tasso di disoccupazione pari al 5%, l’Australia attira i giovani italiani in cerca di un’occupazione. La ricerca condotta da Fondazione Migrantes “Giovani italiani in Australia”descrive un esodo consistente di migranti.

I requisiti richiesti

Trasferirsi in Australia implica anzitutto la conoscenza della lingua inglese e con ciò non deve intendersi l’inglese appreso fra i banchi di scuola. La lingua più usata è lo Strine, come viene definito l’inglese australiano, ma non mancano comunità parlanti il cinese. Bisogna inoltre munirsi di un visto di lavoro (Sponsorship Visa (NYSE:V)) senza il quale l’ingresso nell’isola sarebbe precluso. Esiste un visto per lavori qualificati, lo Skilled Worked Visa il cui costo si aggira attorno ai 240 euro e può essere richiesto da giovani al di sotto dei 31 anni. Le politiche d’ingresso adottate dall’Australia sono difatti fra le più rigorose a livello mondiale. Per essere ammessi all’interno dell’isola, occorre vantare il possesso di uno sponsor, ossia di un’impresa che assicuri un contratto di lavoro. Sono ammessi in Australia senza la necessità di uno sponsor coloro che esercitano le cosiddette “professioni autorizzate”. Fra di esse si annoverano i cartografi, gli ingegneri, i veterinari, i chimici, i cartografi, gli optometristi e altri professionisti in possesso di titolo accademico.

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