Tra conferme di previsioni e scenari futuri: l’evoluzione del quadro non solo politico, ma anche finanziario

Essendoci occupati, in precedenti occasioni, dell’evoluzione del quadro politico e finanziario, avevamo concluso con alcune previsioni, che possiamo considerare confermate.

In particolare, sono stati confermati due importanti elementi. Le ipotesi su cosa ne sarebbe stato delle ipotesi di imposta patrimoniale e la data della possibile crisi di governo.

Sul primo punto, come previsto, sono stati ritirati tutti gli emendamenti alla finanziaria che, con diverse formulazioni, proponevano la patrimoniale. Un evento di non poco conto, viste le relative implicazioni.

E, quanto alla data della possibile crisi, in base a quando detto dalla ministra Bellanova, si è saputo che, in ogni caso, non interverrà prima dell’approvazione della Finanziaria, quindi anche questo come previsto.

Tra conferme di previsioni e scenari futuri: l’evoluzione del quadro non solo politico, ma anche finanziario

Ma gli scenari futuri quali sono? E come possono impattare soprattutto su alcune questioni finanziarie?

Se dovessero essere accolte le richieste dei renziani, ritornerebbe in auge anche quel MES sanitario, di cui tanto si è parlato, ma che viene osteggiato da parte della maggioranza di Governo.

La questione non è di poco conto e s’intreccia con la questione del Recovery Fund. A tale riguardo, da sottolineare che, a parte la cabina di regia ideata da Conte, che proprio non va giù ad Italia Viva, sono anche i contenuti e gli stanziamenti previsti su taluni settori, che non soddisfano.

In particolare solo 9 miliardi sul comparto sanitario e 3 sul turismo paiono un qualcosa di improponibile, agli occhi dei renziani. Come improponibili sono i contenuti, che dovrebbero far parte del Recovery. Contenuti che, a molti, paiono più un tema di scuola, che una pluralità di seri programmi da presentare in sede europea. Quanto meno, questo è il ragionamento che si sta facendo da parte degli esponenti di Italia Viva.

A partire dal fatto che il MES sanitario consentirebbe di mettere a disposizione del comparto sanitario 36 miliardi. Ed una riformulazione degna di maggior qualità dei programmi relativi al Recovery eviterebbe il rischio di sprecare un’occasione più unica che rara.

A mio modesto avviso, è difficile che Conte possa cedere, soprattutto sul MES, perché in questo caso avrebbe contro una delle due maggiori componenti della sua attuale maggioranza, i pentastellati.

Non è un caso, infatti, che già all’epoca della nascita di questo esecutivo, avevamo indicato, e tuttora indichiamo, in questo tema uno degli elementi di maggior scontro. Tale da poter mettere in crisi effettivamente il Governo. Anche se vale sempre il detto che in politica mai dire mai.

Ma se cade il Governo?

Da quanto sopra esposto appare abbastanza evidente come le richieste dei renziani si traducano, in buona sostanza, nel richiedere al Presidente del Consiglio di sconfessare alcuni punti cardine, su cui sinora ha proceduto, come appunto il non richiedere il MES.

Tra conferme di previsioni e scenari futuri. Si va verso nuove elezioni?

A questo punto, l’arma che gli avversari di Renzi utilizzano è lo spauracchio delle elezioni. Ma è uno spauracchio reale? A quanto pare no. O meglio, non è un argomento che possa spingere Italia Viva alla retromarcia. Ed è questo il punto nodale, probabilmente, dell’attuale crisi politica.

Il vero obiettivo di Renzi lo ha dichiarato lo stesso Renzi. Probabilmente è consapevole che Conte non possa accogliere determinate richieste, soprattutto per i motivi della non condivisione di certi punti da parte di una componente significativa della maggioranza.

A quel punto, però, non avrebbe come obiettivo le elezioni.

Anche perché alcuni sondaggi non gli attribuiscono che risultati abbastanza deludenti, in termini di consenso elettorale. Il vero obiettivo sarebbe un altro Governo.

Probabilmente quel Governo Draghi, su cui lo stesso ex Presidente della BCE era stato consultato in alcuni incontri con politici qualche tempo fa.

L’idea di fondo è che un Draghi incaricato da Mattarella potrebbe quasi certamente raccogliere una maggioranza, cui parteciperebbe parte significativa della attuale maggioranza, ma anche parte dell’opposizione, in particolare Forza Italia.

Anche se comunque ritornerebbero sicuramente in auge alcuni problemi. Come la questione MES sanitario sì o no. Visto che senza pentastellati non vi sarebbero, comunque, i numeri per formare una maggioranza. Probabile, quindi, che una crisi post approvazione della finanziaria sia l’eventuale possibile evento di maggior rilievo nello scenario politico di qui almeno sino a fine anno. Anche se nulla può darsi per scontato, come già successo in altre occasioni, in cui la crisi è rientrata.

Ma in caso di crisi, più che verso nuove elezioni, si potrebbe dire che probabilmente passano i conti ed arrivano i draghi?

Non è da escludere.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

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