Titoli e azioni da vendere in caso di crisi azionaria

Crisi azionaria. Cosa fare quando si presenta? Quali titoli e azioni vendere? E per quale motivo?

Caratteristiche della crisi

Cosa si intende per crisi? La perdita delle quotazioni può avvenire in maniera rapida (crash se non addirittura flash crash) ma anche a causa di motivi del tutto imprevisti e imprevedibili. Le ultime sortite di Trump con i suoi tweet sono solo l’esempio classico di come l’informazione e i social abbiano cambiato la percezione dei mercati. Questo per dire che che non è necessaria la conferma di una crisi finanziaria in atto o di una recessione economica. Ovviamente in caso di recessione la situazione è diversa. Infatti durante i crolli improvvisi la perdita, a volte, è veloce quanto la risalita. In caso di effettiva crisi economica si osserva uno stillicidio che dura per settimane. La crisi dei subprime ne è un altro esempio. Ad ogni modo non è il caso di disperarsi: sempre la crisi del 2009 ce lo dimostra.

Dalla crisi al rialzo

Complici le strategie delle banche centrali, dopo quel periodo nero è nato il bull market più longevo della storia. Un mercato rialzista che ha superato abbondantemente il traguardo dei 10 anni di vita.  Ma crisi non significa necessariamente crisi economica di una nazione. La bolla delle dot.com portò l’indice Nasdaq Composite da un massimo di 5.048,62 punti visto il 10 marzo del 2000, a un minimo di 1.221,09 il 20 settembre del 2002. Tradotto in cifre: -75,8%. Ma in meno di tre anni le cose cambiarono: il 24 aprile del 2015 sempre il Nasdaq Composite ritornò a 5.000 punti.

La paura un nemico che può diventare alleato

Durante il crollo di Lehman Brothers in molti hanno iniziato a vendere a prescindere da tutto. Senza rendersi conto che invece, molte aziende sarebbero state invece se non avvantaggiate, per lo meno non toccate dalla crisi. Non solo, ma le vendite hanno investito anche quelle aziende sane che, sebbene in calo, avrebbero saputo reagire, grazie soprattutto a fondamentali solidi.

Titoli e azioni da vendere: le azioni più deboli

Ma guardando alle azioni quali sono quelle potenzialmente deboli?

Ci sono poi alcuni titoli specifici le cui prospettive sono pessimistiche almeno nel prossimo futuro. Uno di questi è Poste Italiane , titolo che, per gli analisti di mercato potrebbe vedere una riduzione degli utili del 22%. Altro titolo che potrebbe aver toccato i minimi annuali è Eni. Infatti sulle azioni del cane a sei zampe ci sono prospettive di crescita relativamente basse. A questo si aggiungano bilanci non entusiasmanti e prospettive di vendita che negli ultimi 12 mesi sono stati progressivamente ridotte.

E per i bancari?

Guardando a Piazza Affari non si può ignorare che i bancari sono il pilastro, insieme, appunto, ai già citati energetici. In questo caso c’è un titolo interessante sul quale, però, scommettere al ribasso: BPER Banca. Stando alle ultime statistiche il titolo potrebbe essere sottovalutato del 10%.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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