Titoli azionari alla vigilia di un rally quinquennale

Come riuscire ad individuare un potenziale rialzo nelle azioni? Sembra difficile ma non è impossibile anche perché ci sono titoli azionari che potrebbero salire del 200% e oltre nel giro di 5 anni.

Il segreto?

Più che un segreto si tratta di un mix di fattori da individuare nei singoli titoli. Uno dei più importanti elementi da valutare è la presenza di una bassa capitalizzazione in rapporto a degli ottimi potenziali. Ma non solo. Nel mercato azionario, rischio e rendimento sono correlati. Cioè, in tutti i mercati finanziari, il ritorno aumenta quando anche il rischio aumenta. La regola è generale anche se esistono delle eccezioni. Così come esiste un piccolo segreto: trovare  i titoli azionari in cui rischi e rendimenti si vengono incontro, cioè i rendimenti permettono di calmierare i rischi. Qualche esempio potrebbe aiutare a comprendere meglio un ragionamento apparentemente contorto.

Azioni sull’orlo di un rally

Plug Power, produttore di celle a combustibile ad idrogeno, attualmente valutato circa 2,8 dollari ad azione. La logica di base è semplice: la tecnologia dell’idrogeno piace alle grandi aziende che stanno apprezzando la maggiore durata e i tempi di ricarica più brevi offerti dalla tecnologia all’idrogeno rispetto alle batterie elettriche. Basterebbe questo per spiegare quel +20% sui ricavi visti dal 2016. Inoltre è bene ricordare che si tratta di un mercato iperspecializzato, così come, molto particolare,  il settore di un altro titolo, Aphria (attualmente a $ 6 per azione). In questo caso si sta parlando di un produttore canadese di cannabis. Ma c’è qualcosa in più. Aphria è stata infatti, la prima compagnia canadese di cannabis a realizzare profitti. Un trend che potrebbe essere ben più potente nei prossimi anni.

Settori da monitorare

Il mercato globale della cannabis potrebbe valere fino a $ 200 miliardi di entrate annue nei prossimi 10-15 anni. Il punto di vantaggio di Aphria? Prezzi bassi con margini lordi altissimi. Altra nicchia è quella occupata da Jumia. Attualmente sconosciuta ai più, la società si occupa di e-commerce in Africa. Indubbio che il potenziale di crescita ci sia, come a suo tempo fu per JD.com in Cina. Attualmente il tasso di penetrazione di Internet nel Continente più vecchio del mondo è solo del 40% ma è in rapida ascesa. Anche perché l’Africa punta ad avere la popolazione con la maggior crescita nei prossimi 20 anni. E sarà, come ovvio, una popolazione giovane.

La conseguenza? Di 1,7 miliardi di persone presente in Africa nel 2030, circa 1 miliardo sarà giovane e avrà Internet sapendolo usare. Il resto viene da sé.

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