Titani a confronto, ecco le differenze tra grana, parmigiano e pecorino romano

Sia il grana, il parmigiano, che il pecorino romano hanno radici lontane nel tempo. Quelle del grana e del parmigiano sembrano risalire al Medioevo. Le fonti più accreditate parlano del XII secolo. A quel tempo risalgono le prime forme di formaggio a pasta dura. Erano realizzate nei primi inseiamenti fondati dai monasteri benedettini e cistercensi, fra Parma e Reggio Emilia. La storia del pecorino romano, invece, inizia ancor prima: già gli antichi Romani lo mangiavano. Alcuni reperti dimostrano che per i legionari, era stata stabilita persino una razione giornaliera fissa. Si parla quindi di titani a confronto, ecco le differenze tra grana, parmigiano e pecorino romano!

Titani a confronto, ecco le differenze tra grana, parmigiano e pecorino romano

In generale, il sapore del grana è più delicato rispetto a quello del pecorino romano. Questo perché ha stagionature più brevi, dai 12 ai 20 mesi. Al palato, il parmigiano sa di latte, con lievi accenni di note vegetali, quali erba, verdura lessa e, a volte, fiori e frutta. Ma man mano che la stagionatura cresce, aumenta pure quanto risulta salato. Il parmigiano stravecchio, quello maturato oltre 30 mesi, ha infatti un sapore deciso e complesso, con note di spezie e di frutta secca.

Il sapore del pecorino romano, invece, è leggermente aromatico, lievemente piccante e salato. Addirittura saporito, nel caso del formaggio da tavola. Il pecorino da tavola ha una stagionatura di almeno 5 mesi. Il sapore diventa poi piccante intenso con il pecorino da grattugiare, maturato almeno 8 mesi.

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La tradizione al giorno d’oggi

Sia il grana e il parmigiano reggiano, sia il pecorino romano sono prodotti ancora oggi con tecniche che simulano la tradizione. Con il massimo rispetto degli ingredienti e delle norme igieniche stabilite dai rispettivi disciplinari di tutela. Godono tutti e tre della Denominazione d’Origine Protetta, che delimita anche le zone di produzione: province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Mantova per il parmigiano reggiano. Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia e Trentino Alto-Adige per il grana. Sardegna (circa il 70%), Lazio e Toscana per il pecorino romano.

Sulle forme di questi formaggi vengono stampati scritte e simboli che non solo li tutelano, ma li rendono facilmente riconoscibili a tutti. Rendendoli appunto titani a confronto! Ecco le differenze spiegate che ci aiutano anche a capire perché alcuni di questi formaggi siano estremamente legati alle tradizioni regionali. E ai piatti tipici d’Italia che tanto amiamo!

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