Tempi bui per tutti i risparmiatori a tasso fisso?

I tassi, purtroppo, resteranno ancora bassi per molto tempo.

È verosimile che non cresceranno molto, e con molta probabilità non potranno dare grosse soddisfazioni ai piccoli e medi risparmiatori.

Tassi bassi e rendimenti inferiori al tasso d’inflazione nel nostro futuro?

Sarà un periodo di meditazione per i piccoli risparmiatori.

Con una inflazione che sicuramente salirà almeno di due punti percentuali, si apre un futuro a breve non certo molto roseo per questi investitori.

Tempi bui per tutti i risparmiatori a tasso fisso?

Tassi bassi e inflazione in aumento, non sono elementi positivi per i risparmiatori del nostro Paese, le cui abitudini e preferenze sono sempre state verso i titoli del debito pubblico.

In Italia, rispetto d altri Paesi europei, i tassi sui titoli di Stato sono a dei livelli accettabili, bassi ma almeno non negativi, nonostante il basso rating statale.

Per esempio in Germania, i titoli del debito pubblico sono praticamente negativi per anni. E le emissioni a tasso zero sono tra le più appetibili per i fondi di investimento in liquidità.

Restare ancorati ai vecchi modi comportamentali della finanza italiana e quindi accettare tassi reali negativi o provare a fare investimenti alternativi?

Personalmente ritengo che in un momento come questo di mercato “trasversale” convenga sempre più avere una piccola perdita certa ma sopportabile, che un eventuale guadagno ma con grosso rischio e grande volatilità di mercato.

I titoli italiani legati all’incremento del tasso inflattivo possono essere una soluzione alternativa.

Ricordiamo comunque che talvolta l’inflazione rilevata dal paniere dei beni ISTAT non corrisponde a quella reale, dato che alcuni beni hanno pesi diversi nel sistema di rilevazione statistica.

L’ISTAT rileva il vero tasso d’inflazione?

Studi di lunga durata confermano che almeno nel breve e medio periodo, 3-5 anni, l’inflazione rilevata può essere molto inferiore a quella effettiva o reale oppure a quella “percepita” dal cittadino medio.

Nel lungo periodo i dati rilevati si conformano a quelli reali o percepiti.

Vi sono alternative per poter mettere i nostri risparmi al sicuro dall’inflazione?

Con una inflazione superiore al 3% gli scenari potrebbero diventare molto preoccupanti e si prospettano tempi bui per tutti i risparmiatori a tasso fisso.

Sarebbe opportuno pensare a tenere d’occhio il mercato immobiliare, il quale è stato fortemente penalizzato dalla pandemia legata al Covid 19. Oggi è in leggera ripresa, ma i prezzi sono ancora molto inferiori a quelli di pochi anni fa.

Sicuramente il mercato immobiliare si riprenderà molto presto. E con molta probabilità in caso di ripresa dei tassi d’inflazione, potrebbe essere una alternativa agli investimenti tradizionali.

In particolare modo, immobili di pregio o facilmente affittabili da poter mettere “a reddito”.

In questo modo sicuramente nessuno si arricchirà ma potrà mettersi al riparo, almeno in parte, dai danni causati da una inflazione in aumento.

Anche fondi immobiliari, sui quali ho molti dubbi, in alternativa, e almeno per adesso e fino ad oggi, non hanno mai dato delle buone prestazioni finanziarie.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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