Telegram arriva in versione Premium e per bloccare le pubblicità bisogna pagare

Negli ultimi mesi c’è stato un grande sviluppo delle piattaforme di comunicazione online. Complice la pandemia, che ha costretto molte persone a lavorare da casa e a scoprire nuovi metodi per restare in contatto con i propri cari o colleghi, si è iniziato a discutere dell’efficacia di certe piattaforme.

Whatsapp, in modo particolare, è stato oggetto di molte critiche. Gli utenti hanno iniziato a lamentarsi del fatto che la loro privacy potesse non essere rispettata all’interno di questa applicazione. Inoltre, molti truffatori tendono a utilizzare proprio Whatsapp per diffondere i loro link a siti truffaldini. Questo ha spinto parecchie persone a cercare delle alternative valide.

Una delle alternative migliori resta Telegram, piattaforma di messaggistica russa ideata da Pavel Durov. Ora sta per essere implementata una novità interessante, perché Telegram arriva in versione Premium e per bloccare le pubblicità bisogna pagare.

La versione pro ha due modalità

Telegram si propone di essere un’alternativa orientata alla privacy per la messaggistica istantanea. Questo non vuol dire che la piattaforma sia esente da problemi. Uno dei più noti è l’eccessiva proliferazione di canali cosiddetti bot, ovvero gestiti da un algoritmo informatico che spesso provoca spam di pubblicità indesiderate.

Lo stesso Pavel Durov ha deciso di intervenire sulla questione. Se ne parlava già da diverso tempo ma ora sembra che si sia giunti a una soluzione definitiva. Entro la fine di novembre, infatti, la versione Premium di Telegram dovrebbe essere realtà. Cosa comporterà questa novità per gli utenti e quanto costerà alle tasche di chi già usa questo programma di messaggistica istantanea?

Telegram arriva in versione Premium e per bloccare le pubblicità bisogna pagare

Innanzitutto, bisogna chiarire che l’opzione riguarderà solo i canali pubblici: le chat personali e i gruppi non saranno colpiti da questa novità.

L’idea è quella di offrire agli utenti un’esperienza d’utilizzo priva di distrazioni e interruzioni. Da un lato, quindi, gli utenti potranno disabilitare gli annunci al costo di un abbonamento che Durov ha definito essere “economico”.

Dall’altro, invece, saranno gli autori e i proprietari dei canali a poter disattivare la pubblicità per tutti i loro utenti. I content creator potranno quindi creare dei canali privi di annunci, ma ancora non si sa a quale costo.

Anche Twitter ha recentemente conosciuto un’evoluzione simile con l’introduzione di Blue, il suo servizio pro. Bisogna dire, però, che Telegram continua a offrire ai suoi iscritti aggiornamenti costanti e novità sempre ben implementate. Basterà questo per convincere gli utenti a sottoscrivere un abbonamento?

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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