Tassi BCE senza variazioni per tutto il 2022

Almeno sono queste le indicazioni date da Christine Lagarde per rassicurare i mercati europei.

La Presidente della BCE, succeduta a Mario Draghi, ha illustrato lo scenario a breve termine delle economie del vecchio Continente.

Nessun aumento dei Tassi nel 2022.

Queste sono state le rassicurazioni della Lagarde. Neppure l’inflazione desta preoccupazioni, almeno per adesso, e gli studi macro economici confermano che questa resterà sotto le previsioni del 2%. In realtà gli attuali aumenti sono di carattere passeggero dovuti a momentanee strozzature tra domanda e offerte dei beni, in particolare tra quelli energetici.

Gli attuali aumenti saranno presto riassorbiti dal mercato e a primavera 2022 si potranno vedere gli effetti sul livello dei prezzi in generale.

Tassi BCE senza variazioni per tutto il 2022

La politica monetaria iniziata da Mario Draghi non verrà meno, ha proseguito Christine, e continuerà senza soluzioni di continuità.

I prezzi scenderanno e si normalizzeranno nel breve periodo. Questa inflazione momentanea non desta particolari preoccupazioni.

Tutto questo è benzina per le Borse europee.

La Lagarde tiene a sottolineare che dopo la prima grande crisi finanziaria del 2008 ci sono voluti almeno 7 anni per tornare ai livelli pre-crisi. Oggi con questa nuova politica monetaria sembrerebbe che siano occorsi soltanto due anni.

Sicuramente le politiche monetarie fortemente volute da Draghi e non sempre agevolate dai suoi colleghi tedeschi, hanno avuto un impatto positivo sulla grande crisi finanziaria scatenata dalla pandemia del Covid 19.

Speriamo che queste politiche non vengano meno e che si posso rivedere e modificare anche il patto di stabilità europeo.

Il PIL cresce in Europa e anche in Italia ma non ci sono solo buone notizie

Il problema del rapporto debito/PIL non era buono prima della pandemia e adesso non è certo migliorato.

Nell’anno 2019 questo rapporto era per l’Italia al 134,8%, per la Francia il 98,10% e per la Germania al 59,80%. In sostanza meno della metà di quello italiano.

Per l’anno 2021 questo rapporto è peggiorato per tutti. Quello italiano si attesterà al 154,4%, quello francese al 114,6% e quello tedesco al 75%. Anche in questo caso rappresenta meno della metà di quello del nostro Paese.

Ricordiamo che nell’anno 2023 i parametri di bilancio europei, sospesi per la pandemia ancora in corso, torneranno a essere vincolanti per i bilanci statali di ogni Paese europeo.

Cosa succederà con una ripresa ancora in corso?

Speriamo che la dirigenza di Bruxelles guardi lontano e che i parametri o siano rinviati di almeno un paio di anni o siano comunque fortemente attenuati affinché le varie economie si possano riprendere completamente.

Tassi BCE senza variazioni per tutto il 2022, quindi, ma Il problema dell’eccessivo debito italiano comunque persisterà. E se ad ogni finanziaria per i soliti motivi elettorali si sprecheranno i soldi nelle solite “mazzette elettorali”, probabilmente soltanto Harry Potter con la sua magia riuscirà a risolvere il problema dei debiti del bilancio nazionale.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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