Tassi ancora fermi. L’inflazione, per adesso, non fa paura

Per adesso, nonostante le varie previsioni, i tassi sono ancora fermi e non saranno alzati dalle Banche centrali, sebbene l’inflazione abbia rialzato la testa.

In tal senso si dovrebbe muovere anche la FED americana e per adesso non ci sono segnali di un vistoso aumento dei tassi di sconto.

Inoltre, cosa molto importante, la FED continua nella sua politica monetaria di acquisto di titoli con cadenza mensile.

Questo modus operandi per adesso deve per forza rassicurare i mercati e dare i dovuti stimoli all’economia del Paese.

La stessa Banca Centrale Cinese si è uniformata alla stessa politica monetaria di quelle degli altri Paesi ad economia più avanzata.

L’inflazione in USA, a fine anno, sarà molto probabilmente vicino a 2,4 punti percentuali, ma questo dato per adesso non preoccupa. Sono livelli accettabili d’inflazione se vogliamo stimolare ed invogliare la crescita.

Lo stesso aumento dei tassi americani sul mercato obbligazionario non proseguirà oltre, sono tutti in attesa della bussola dettata dalla FED.

Oggi il problema principale non è l’inflazione o i tassi d’interesse, ma la crescita

La crescita economica e conseguentemente la ripartenza del PIL, sia a livello globale sia a livello dei singoli Stati, è il fenomeno più importante e da incentivare.

Con la pandemia legata al Covid 19 l’economia mondiale ha avuto una battuta di arresto, alcuni Paesi come l’Italia, il cui PIL, è legato in modo particolare al turismo, hanno sofferto maggiormente.

Per adesso, fortunatamente, si intravede la luce in fondo al tunnel. I tassi sono ancora fermi e l’inflazione, per adesso, non fa paura. Sicuramente ci saranno aspettative di crescita o almeno recupero nel reddito nazionale.

Appena le vaccinazioni di massa e l’eventuale introduzione del “passaporto sanitario” sprigioneranno i loro effetti, il nostro Paese potrà beneficiare di un notevole incremento delle entrate per turismo.

La Cina ha già recuperato in maniera sorprendente la fase peggiore legata alla crisi economia. La stessa Borsa di Shangai ha recuperato in maniera considerevole i massimi di gennaio 2020.

In Europa, come al solito, sono la Germania o l’Olanda ad avere avuto minori problemi economici.

Questo è dovuto al fatto che i loro conti pubblici sono “a posto” e i loro rapporti debito/PIL è tra i migliori al mondo. Grazie a ciò hanno potuto permettersi di effettuare maggiori indennizzi alle imprese costrette a chiudere per la epidemia.

La Germania, nella quale il settore turismo rappresenta appena il 4%, è stata sicuramente avvantaggiata rispetto all’Italia il cui PIL dipende per oltre il 14% da questo comparto.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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