Tassare il denaro contante nascosto in casa al 15%: una sanatoria per rilanciare l’economia?

Tassare il denaro contante nascosto in casa al 15%: una sanatoria per rilanciare l’economia? L’idea (non si sa quanto felice…) è venuta in mente all’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, nell’intento di dare il suo contributo al rilancio del Paese. Che, è noto, è inchiodato nella palude della crisi economica ed è “a rosso” di soldi. Esponiamo quindi il contributo di Renzi in merito al tassare il denaro contante nascosto in casa al 15%: una sanatoria per rilanciare l’economia?

Quel denaro “congelato” che attira le attenzioni di tutti

Il punto di partenza dell’attuale leader di Italia Viva è la montagna di contante ben nascosto nelle case degli italiani. Ovviamente non in tutte, ma è risaputo dell’amore dei connazionali per il cash, anche nella versione “occultato” nel segreto di casa propria. Si potrà discettare sull’entità delle cifre vere o prossime alla realtà dei fatti, ma la considerazione del leader politico è esatta. Detto ciò, l’idea esposta da Renzi è la seguente: “C’è un sacco di contante fermo, dai 100 ai 150 miliardi di euro, nelle cassette di sicurezza o sotto il materasso. Contante fermo che impedisce di passare alla società”. Insomma sarebbe la paura di portare allo scoperto questi soldi che porta la gente a preferirlo nascosto anziché investirlo e metterlo in circolo. Da qui allora l’idea di tassarlo nell’ordine del 10/15%, ma a patto di portarlo in “emersione” e quindi coinvolgerlo nel rilancio dell’economia. Metterlo in circolo insomma.

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Manco a farla apposta, la stessa e identica idea era venuta, un annetto fa, a Matteo Salvini, capo della Lega. Al netto della coincidenza, almeno due grosse considerazioni si pongono all’attenzione dell’opinione pubblica.

Tassare il denaro contante. Prima osservazione

Il primo “dubbio” della misura attiene circa la sua costituzionalità o meno. Una simile legge non potrebbe non partire da una presunzione assoluta di evasione del contribuente. Il quale in alternativa dovrebbe dimostrare (ma gli sarebbe difficile) il contrario con prove ben valide e concrete. Per carità, il grosso d quei soldi sarebbe pur frutto di attività legali, ma …svolte in nero e quindi in parte sottratto all’Erario. Una sorta di sanzione fiscale che darebbe cash e ossigeno alle casse dello Stato. Tuttavia, come implementare concretamente la misura? Si mandano gli agenti casa-casa a fare “perquisizioni sui contanti”? O si violano le cassette di sicurezza che per legge non si può? Oppure ci si fida, quale alternativa, dell’autodichiarazione del contribuente? Alleluia.

Seconda osservazione: come rilanciare il PIL una volte per tutte?

Ma se il vero tema centrale alla base di una simile manovra sarebbe quella legata al rilancio del PIL, siamo sicuri che la proposta sia “la” risposta? Ora, vi è sempre quella vaga sensazione di voler affrontare problemi complessi con espedienti seppur nuovi, originali e meritevoli, comunque di breve respiro. Ok: si otterrebbero anche 10-20 miliardi di euro dalla manovra, che male non fanno. Ma poi è fortissimo il timore che in un mese spunti un altro Reddito di cittadinanza o un’altra Quota 100 o un’altra abolizione dell’IMU 1° casa e quei soldi …puff. E il rilancio del PIL? Queste – come tante altre misure – sono state adottate dalle varie legislature nel corso degli ultimi 10-20, ma del rilancio del PIL è rimasto solo il ricordo. Sbiadito, perso, lontanissimo.

E se la soluzione passasse per il rilancio demografico?

Stiamo discutendo se tassare il denaro contante nascosto in casa al 15%: una sanatoria per rilanciare l’economia? Domanda: e se il rilancio del PIL non passasse invece per una seria ripresa (o esplosione?) demografica? Sarà pure coincidenza della storia, ma i decenni del “PIL felice” del nostro paese sono coincisi con quelli in cui: 1) i figli si facevano; 2) l’età media era più giovane dell’attuale. L’Italia è oggi un paese vecchio, anagraficamente molto, ma molto in là negli anni.

I figli non si possono imporre “di farli” per legge. Ma se il Parlamento dicesse: togliamo tutte le misure che finora abbiamo adottato nei 10 giorni antecedenti ogni santa vigilia di elezioni. In compenso impieghiamo le risorse per fare in modo che i figli fino a una certa età non costino quasi nulla. Tipo asili nido aperti dalle 7 alle 21 gratis per tutti e forti (veramente tanti) sostegni fino ai 18-25 anni delle nuove generazioni? Quanti figli in più si farebbero? Sicuramente di più di quelli attuali.

Allora sì che avrebbe senso aprire migliaia di cantieri e fare case nuove perché nuovi cittadini starebbero per arrivare. Si venderebbero molte più scarpe e maglioni e gonne e pantaloni. Perché un 50enne magari un jeans lo tiene anche 1 o 2 anni. Ma i ragazzi crescono nel fisico e nei gusti, e dopo 2-3 mesi ne hanno bisogno di nuovi. Si studierebbero auto nuove per i loro 18 anni, forme alternative di vacanze. E avrebbe più senso anche adottare più insegnanti perché appunto ..arriverebbe la materia prima. Insomma, “forse” il PIL rinasce (anche) ricreando un mercato nuovo fatto di tanti cittadini nuovi.

Tassare il denaro contante nascosto in casa al 15%: una sanatoria per rilanciare l’economia?

Nella questione sul tassare denaro contante, c’è un però. I politici, tutti, da destra a sinistra passando per il centro, ragionano appunto di elezione in elezione. E poiché in Italia si vota un anno sì e l’altro pure, addio. Per ringiovanire una nazione vecchia come l’Italia ci vogliono politici che oggi, 4 giugno 2020, attuino “riforme rivoluzionarie del PIL”. Ovvero dovrebbero seminare consapevoli che loro non raccoglieranno mai. Perché quei frutti arriverebbero e sarebbero colti dai loro colleghi il 4 giugno del 2040 o del 2050. Come a dire: utopia.

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