Surroga mutuo rifiutata, perché?

La continua compressione dei tassi d’interesse spinge i titolari di mutuo a cercare sul mercato condizioni più economiche e vantaggiose. Da un’indagine di Facile.it risulta che a marzo le richieste di surroghe sono state pari al 40% del totale delle domande di finanziamento online. Di queste però quasi il 29% di esse viene respinta al mittente. Il mutuatario si domanda surroga mutuo rifiutata, perché?

Il mutato reddito familiare

Il motivo primo del rifiuto spesso risiede nelle mutate condizioni reddituali del nucleo familiare richiedente. Ad esempio quando cambia il famoso rapporto tra rata e reddito: cioè il reddito è sempre lo stesso, ma nel frattempo sono aumentate le nostre spese. È il cxaso in cui abbiamo fatto nel frattempo altri prestiti (per l’auto, l’arredamento, etc) o perché è nato un figlio e così via. Oppure perché il rapporto di lavoro di uno o più componenti familiari è diventato più vulnerabile rispetto al momento dell’accensione del mutuo. Si pensi a chi è passato al part-time, o dal lavoro subordinato alla partita Iva, peggio ancora a chi il lavoro l’ha perso del tutto.

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Eventuali mancati pagamenti pregressi

La nuova banca a cui ci rivolgiamo prima di dare l’ok verifica che le rate pregresse del mutuo in corso siano state tutte pagate. È molto importante infatti che il nostro “curriculum di pagatori” non presenti rate pagate in ritardo o non onorate proprio. In questi casi infatti la banca, anche senza il supporto del Crif, può tranquillamente rigettare la richiesta, è libera di farlo. Idem nel caso in cui il mutuatario ha sospeso il pagamento delle rate per via del Covid-19. È infatti successo anche in passato che gli sportelli avessero detto no alla surroga a chi negli anni precedenti aveva fatto ricorso al Fondo di solidarietà per il congelamento delle rate.

La non convenienza per la banca

Sempre nel solco della surroga mutuo rifiutata, perché, un altro ordine di motivi rientra nella non convenienza per la banca di accettare la proposta di surroga. I mutuatari fanno i loro calcoli, ma la banca fa altrettanto ed è più brava di noi. Se ad esempio mancano pochi anni alla scadenza del mutuo, questi potrebbero non essere sufficienti per coprire le spese della pratica che l’istituto sostiene. O comunque non considerarlo interessante. In entrambi i casi rifiuterebbe, cosa che potrebbe avvenire anche nel caso in cui l’età del richiedente sfora certi limiti anagrafici. Ogni istituto ha infatti le proprie soglie di riferimento.

Tuttavia, ad estendere fino in toto l’analisi va detto che una simile analisi la dovrebbe fare anche colui che chiede la surroga. Se egli infatti ha stipulato un piano d’ammortamento alla francese e sono già trascorsi anni di rimborso, adesso sta pagando più (o tutto) capitale che interessi. Quindi potrebbe succedere che col nuovo mutuo la perizia risulti non sufficiente (ad esempio perché l’immobile si è svalutato o la prima perizia era stata meno rigorosa). E quindi distogliere il mutuatario dall’idea del cambio mutuo.

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