Sulle Borse europee tira aria di tempesta e Piazza Affari potrebbe crollare fino a questo livello di prezzo

Ieri quasi nessun mercato finanziario si è salvato dall’ondata di vendite che ha colpito titoli, obbligazioni e anche criptovalute. Tiene solamente il prezzo del petrolio ancora saldamente ancorato sopra i 120 dollari al barile, dato non incoraggiante. La discesa dei prezzi cominciata venerdì ha proseguito anche nella seduta di ieri. Le Borse europee hanno subito pesanti ribassi accentuati anche dall’ennesima apertura in ribasso di Wall Street.

L’inflazione USA fa crollare le Borse

Il dato dell’inflazione degli Stati Uniti a maggio ai massimi storici ha creato il panico sulle Borse. Non è bastato un fine settimana per farlo digerire agli operatori. Gli investitori professionali hanno paura che nella prossima riunione della FED, la Banca centrale USA possa decidere un aumento dei tassi dello 0,75%. Un rialzo di queste dimensioni potrebbe provocare una brusca frenata della crescita economica.

Anche sulle Borse europee tira aria di tempesta. In Europa c’è paura che l’aumento dei tassi possa creare un’ondata di vendite in particolare sui titoli del Sud Europa. La speculazione da qualche giorno ha messo nel mirino le obbligazioni governative italiane, spagnole e quelli greche.

Riguardo a questo problema giovedì la presidente della BCE Christine Lagarde ha accennato a un possibile scudo dopo la fine del programma di riacquisto dei titoli. Ma su questo punto non è stata chiara e i mercati da allora stanno continuando a vendere BTP. Ieri lo spread tra titoli di Stato decennali tedeschi e quelli italiani ha avuto una nuova impennata del 5%, sfondando i 240 punti.

Sulle Borse europee tira aria di tempesta e Piazza Affari potrebbe crollare fino a questo livello di prezzo

Alla fine della prima seduta della settimana l’Euro Stoxx 50 ha chiuso in calo del 2,7%, la Borsa di Parigi ha perso il 2,6% e quella di Francoforte il 2,4%. La Borsa di Londra ha limitato i danni con un calo dell’1,5%, mentre Piazza Affari ha subito un nuovo tracollo del 2,8%.
L’indice Ftse Mib (INDEX:FTSEMIB) ha chiuso a 21.918 punti. Fino alle ore 15.00 la soglia dei 22.000 punti è riuscita a contenere le spinte ribassiste dei venditori.
L’apertura in profondo rosso di Wall Street ha spinto i prezzi sotto questo supporto. Così l’indice maggiore di Piazza Affari ha chiuso sotto un livello di prezzo importante, generando le condizioni per un ulteriore ribasso.

Ieri il Ftse Mib ha segnato un minimo a 21.800 punti. Oggi la discesa dei prezzi sotto questo livello potrebbe spingere l’indice maggiore di Piazza Affari fino in area 21.000 punti. Questo livello di prezzo è stato toccato nella seduta del 7 marzo scorso e rappresenta il minimo dell’anno. L’indice maggiore della Borsa italiana allenterebbe la pressione ribassista con un ritorno sopra i 22.300 punti. Ieri i prezzi hanno aperto in gap ribassista e un possibile rimbalzo potrebbe spingere l’indice a chiudere questo gap raggiungendo quota 22.544 punti.

Approfondimento
Il punto sui mercati

I risultati delle previsioni presenti in questo articolo si basano su calcoli statistici spiegati negli ebook pubblicati da ProiezionidiBorsa ed elaborati sulla base dello storico dei prezzi a disposizione. (Ricordiamo, inoltre, di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

Consigliati per te