Sul rifinanziamento del reddito di cittadinanza va in onda lo scontro Giorgetti-Patuanelli

Il riserbo sulle riunioni del Consiglio dei Ministri non è di moda in Italia. L’ultima riunione presieduta dal premier Mario Draghi, si è chiusa tra le scintille. Anche se ha approvato varie novità fiscali e le nuove misure per la sicurezza sul lavoro. Vediamo perché con la Redazione Attualità di ProiezionidiBorsa.

La svolta sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Il premier Draghi ha espresso soddisfazione personale e del Governo per il Decreto che prevede il rifinanziamento della cassa Covid per 13 settimane per le piccole e medie imprese. Una dilazione per il pagamento delle cartelle esattoriali e nuovi incentivi per l’acquisto di auto elettriche. Ma il cuore dei provvedimenti riguarda il pacchetto sicurezza. “Nei mesi scorsi abbiamo assistito a un numero inaccettabile di morti sul lavoro” avrebbe detto Draghi. “Come Governo ci siamo impegnati a fare tutto il possibile per impedire che questi episodi possano accadere ancora”. Dunque le norme sono state inasprite, ci saranno più ispettori e l’informatizzazione sarà potenziata. Verrà dato molto più potere all’Ispettorato nazionale del lavoro, a scapito delle ASL. Nascerà presto una banca dati unica e condivisa tra gli enti che dovranno prevenire, monitorare e sanzionare. Fra le novità per le aziende che non rispettano la legge c’è la sospensione dell’attività.

Sul rifinanziamento del reddito di cittadinanza va in onda lo scontro Giorgetti-Patuanelli

Ma poi è scoppiato il caso del giorno. Una lite nella maggioranza a proposito del rifinanziamento da 200 milioni di euro per la misura più cara al Movimento Cinque Stelle. Sul reddito di cittadinanza va in onda un durissimo scontro Giorgetti-Patuanelli, che era stato preceduto da una telefonata Salvini-Draghi. La Lega non ci sta. Sarebbe la terza tranche per il 2021 (doveva essere di 260 milioni). Farebbe lievitare la spesa di 1,5 miliardi in aggiunta ai 7,2 miliardi di costo annuo. Col ministro leghista che ormai si esprime a ruota libera, mettendo da parte l’aplomb diplomatico che tanto piaceva al Presidente Mattarella. “Rifinanziamo con i soldi dei lavoratori una misura che di lavoro non ne crea”. I ministri Renato Brunetta (PA) ed Elena Bonetti (Pari opportunità e Famiglia) si sarebbero subito detti d’accordo con questa linea, convinti della necessità di non prevedere ulteriori risorse per questa misura.

Patuanelli fa quadrato con ministri PD e M5S e la spunta

Sul rifinanziamento del reddito di cittadinanza va in onda lo scontro Giorgetti-Patuanelli. Ma quest’ultimo non molla, spalleggiato dal ministro del Lavoro Andrea Orlando, dal ministro dell’Economia Daniele Franco e dal Presidente del Movimento Giuseppe Conte. “Senza il reddito di cittadinanza – ha detto il responsabile delle Politiche agricole – la tensione sociale sarebbe esplosa, non sarebbe stata gestibile. Ma qui c’è chi fa finta di non averlo capito”. Toni concilianti anche dal numero uno di Confindustria Carlo Bonomi. “Questa misura contrasta anche la piaga del lavoro nero, che deve necessariamente scendere al 10% e possibilmente a zero in un Paese civile.” Il Decreto alla fine incassa il via libera del Consiglio dei Ministri fra le polemiche e le tensioni. Ma Draghi ha detto che se ne riparlerà all’interno della Legge di Bilancio”.

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