Sui mercati finanziari iniziano ad intravedersi segnali che il peggio potrebbe essere anche archiviato

Sui mercati finanziari iniziano ad intravedersi segnali che il peggio potrebbe essere anche archiviato? Calma e gesso,  ma questa ogni giorno che passa potrebbe  essere un’ipotesi che tende ad assumere una certa consistenza.

Innanzitutto c’è da dire che i mercati tendono a  muoversi 6/9 mesi prima dell’economia e questo significa che dopo il tonfo delle quotazioni di marzo, nelle prossime settimane e mesi verranno pubblicati dati macroeconomici che evidenzieranno gli effetti del coronavirus sull’economia. Di quanto scenderà il PIL mondiale? Per il momento quelle in corso sono solo ipotesi  e quindi meglio attendere i dati reali per esprimere un parere affidabile.

Allo stato attuale dobbiamo capire se il peggio  dell’economia verrà superato nei prossimi 6/9 mesi oppure la data verrà ulteriormente procrastinata. Nel primo caso i mercati entro giugno tenderanno a lasciare alle spalle il minimo annuale, se non lo hanno già fatto. Nel secondo caso il ribasso continuerà per ancora due trimestri, ovvero fino a  settembre.

Quando durerà quindi la recessione che è scontata che ci attende?

C’è da dire che  già da metà anno 2019 il Treasury  spread di Saint Louis proiettava con elevate probabilità una  recessione da luglio in poi di quest’anno. Quindi il coronavirus ha affrettato un evento che già era insito nel ciclo economico.

Come regolarsi?

Dal 1898 in poi, siamo passati da una durata media della recessione  di 22 mesi nel periodo 1854-1919 ad una durata di 10 mesi nel periodo 1945-2001.

Questo significa che in base ai dati storici entro il 2020/primo trimestre del 2021 la recessione potrebbe essere già terminata.

Le nostre previsioni sui mercati dicono che entro il 22 giugno il minimo annuale dovrebbe essere lasciato alle spalle per poi assistere ad un rialzo di oltre il 40% nei successivi 12 mesi.

Le nostre  date di setup del primo semestre sono:

20 marzo, 12 maggio e 22 giugno.

Per il momento il 20 marzo ha formato il minimo annuale. Rimarrà tale o entro il 22 giugno verrà perforato al ribasso?

Il pattern che si è formato a marzo potrebbe essere di esaustione.

Frattale previsione anno 2020 per i mercati  americani

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Le probabilità date dai calcoli ponderati sulle serie storiche dal 1898 al 2014 sono a favore di un minimo per/entro il mese di giugno ma potrebbe già essere stato segnato  a marzo.

Analisi e studio delle serie storiche

Come scritto più volte su queste pagine, “i mercati azionari come le stagioni alternano a periodi lunghi di rialzi, periodi di ribasso. I rialzi sono durati in media 7/10 (distanza fra minimo e massimo) anni mentre i ribassi al massimo 3 anni (distanza fra massimo e minimo).

I ribassi durano in meno tempo ma la profondità a volte è stata anche del 30/40% in pochi mesi. Il ribasso del Dow Jones dal 1929 al 1932 fu dell’89,7%.

Invece il ribasso dell’ottobre del 1987 fu del 39,29% e quello del 1998 del 20,9%. Dal 2000 al 2003 la discesa fu del 38,74%. Mentre fra il 2007 ed il 2009 il crollo dell’indice raggiunge il -54,43%. L’indice azionario dal 12 febbraio al 18 marzo di quest’ anno ha perso il 36,9%.

Quanto tempo dopo aver perso di media il 30%, ha impiegato l’indice delle Borse mondiali (MSCI World)   a ritornare sui massimi ante crisi? In media 60 mesi.

Per questo motivo sui minimi segnati fra il 18 ed il 23 marzo, abbiamo consigliato di comprare l’indice delle Borse mondiali  in ottica di 60 mesi.

Ad oggi il rialzo da quei livelli è stato del 28% circa! Questo evidenzia e testimonia che sui mercati finanziari iniziano ad intravedersi segnali che il peggio potrebbe essere anche archiviato. Non si deve però abbassare la guardia!

Cosa deve fare chi ha comprato sui minimi di marzo?

Quali sono i livelli fa monitorare?

Al momento la migliore strategia di investimento è quella di mantenere le posizioni  e di mettere gli stop loss in chiusura giornaliera inferiore ai seguenti livelli (questi cambieranno a fine settimana prossima)

S&P 500 

2.447

Dax Future

8.133

Eurostoxx Future

2.258

Ftse Mib Future

14.595.

Ma c’è anche da dire che, il ribasso iniziato a fine febbraio verrà definitivamente archiviato solo con chiusure  settimanali e poi mensili superiori a

S&P 500 

3.137

Dax Future

12.244

Eurostoxx Future

3.398

Ftse Mib Future

22.090.

Nikkei 225

21.720.

Torniamo al breve termine.

Settimana prossima sarà decisiva per capire se i mercati continueranno al rialzo oppure andranno a ritestare i primari supporti come indicato nei paragrafi precedenti. Il rimbalzo di venerdì lascia ben sperare ma al momento il miglior approccio sarà quello di agire day by day per tutta la prossima settimana auspicando un segnale chiaro ed inequivocabile  in un senso o nell’altro.

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