Subisce più danni economici il cittadino o lo Stato?

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Il rapporto tra i cittadini-contribuenti e lo Stato, anche attraverso le tante diramazioni funzionali e territoriali, non è mai stata cosa semplice. È fatto di scambi continui di informazioni, di servizi, di denaro.

A proposito di quest’ultimo, un recente rapporto della CGIA di Mestre ha identificato chi, tra i due soggetti, subisce i danni maggiori. Il rapporto in questione, infatti, ha raffrontato le perdite dello Stato, per colpa dell’evasione fiscale, e quelle di famiglie e di imprese, per via della cattiva gestione pubblica.

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Lo studio, detto in termini semplici, mira a stabilire se subisce più danni economici il cittadino o lo Stato. Ora, se pensate che è l’evasione fiscale il falò dei soldi e della ricchezza pubblica vi sbagliate.

Il citato rapporto mette nero su bianco i danni che genera l’uno e l’altro male endemico dell’Italia. Fino ad additare come “peggiori” i danni da sperperi e sprechi della macchina pubblica. Vediamo di capirne di più.

La misura dell’evasione fiscale

Per comprendere le motivazioni di una simile conclusione, occorre mettere le due grandezze sui due piatti della bilancia.

Il primo elemento attiene all’entità dell’evasione fiscale che, secondo i dati forniti dal Ministero dell’Economia, ammonta a circa 110 miliardi di euro annui. Una cifra enorme, paragonabile a circa quattro leggi finanziarie adottate in tempi normali e non paragonabili a quelli attuali, di forte recessione.

Con questi soldi la PA sarebbe in grado di funzionare meglio ed elargire più servizi ai cittadini. Non c’è che dire: va messa in campo una lotta senza quartiere all’evasione fiscale e alla ricchezza sottratta alla collettività. Anche nel rispetto dei contribuenti onesti.

Gli sprechi della macchina pubblica dello Stato

Paradossalmente, il macigno dell’evasione è poca cosa, se rapportato al cumulo di sprechi, inefficienze e sperperi che si registra nella PA. Secondo i calcoli e le stime della CGIA di Mestre, infatti, tale cumulo ammonterebbe a circa 200 miliardi di euro. In pratica, una cifra pari al doppio della perdita derivante dall’evasione.

La cifra è stata ottenuta mettendo assieme i risultati di vari studi condotti da autorevoli centri di ricerca. Stiamo parlando, in altri termini, del denaro dei contribuenti che non viene gestito in modo adeguato.

Può essere il caso di lavori di pubblica utilità o di costruzioni di infrastrutture eseguiti non correttamente e quindi replicati (anche nei costi). O, peggio ancora, lasciati sospesi, mai conclusi, o realizzati e senza una reale necessità.  Si pensi anche alla gestione, spesso disattenta, in ambito pubblico, delle risorse umane. O alle procedure, nell’esercizio dell’attività amministrativa, che, di fatto, sono lente, inefficaci e diseconomiche.

I danni economici del cittadino

Per non parlare dei costi che gravano sulle aziende produttive per gestire i propri rapporti con la PA. Ogni anno esse spendono per tale voce circa 57 miliardi di euro, ossia il 3% del PIL, o la misura di due leggi finanziarie messe assieme!

In questo clima, le imprese contano fino a dieci prima di effettuare investimenti o assumere personale, per esempio. Per non parlare del grado di fiducia e soddisfazione dei cittadini italiani, tra i più bassi in Europa, verso la propria macchina pubblica. Dunque, nel dilemma se subisce più danni economici il cittadino o lo Stato è il primo, strano ma vero, a doversi lamentare del secondo.

Quando si passerà dalle parole ai fatti?

Lo stesso Ufficio Studi dell’Associazione veneta ci tiene a sottolineare che il raffronto “non ha alcun rigore scientifico”. Aiuta, comunque, a sfatare alcuni luoghi comuni, che vorrebbero l’evasione fiscale, come l’unico male endemico di questo Paese.

A ben vedere, si tratta di due problemi nodali, dalla  gestione non semplice, e dalle pesanti ripercussioni sul sistema Italia nel suo complesso. Si tratta di due piaghe che, infatti, zavorrano l’economia nazionale, perché di mezzo ci sono i soldi di tutti noi e che vanno persi, spariscono.

Nel caso dell’evasione, i pochi sottraggono all’intera comunità. Nel caso degli sperperi della macchina pubblica, si tratta di pochi che sprecano le risorse di tutti.

Quindi, in definitiva, occorre, da un lat,o recuperare risorse dovute e non elargite. E dall’altro andare a tagliare gli sprechi ed aumentare la produttività anche lungo la catena della macchina pubblica.

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