Stangata rincari bollette acqua e rifiuti negli ultimi 10 anni

Le video guide di PdB - Iscriviti al nostro canale per seguire i nostri eventi e format

La notizia è di quelle che fanno male e rabbia allo stesso tempo, perché lascia il cittadino-utente basito davanti a tanti disservizi. Il riferimento è alla stangata rincari bollette acqua e rifiuti negli ultimi 10 anni, così come rilevato dal Codacons.

Nel dettaglio, un +60% di rincaro decennale per l’acqua e un +27,5% medio per la spazzatura. Procediamo con ordine.

SCOPRI L'OFFERTA SPECIALE
Acquista ora XW 6.0 dal sito web ufficiale

CLICCA QUI

Smartwatch

La bolletta dell’acqua dopo 10 anni

Secondo i calcoli della nota associazione dei consumatori, dal 2010 al 2020, la fattura dell’acqua è aumentata del 60%. Si tratta di un rincaro beffardo e non indifferente se si pensa anche alle motivazioni che stanno alla base del rialzo.

Le cause sono, infatti, riconducibili alle numerosi falle disseminate lungo le condotte.

In Italia, in percentuale, si perde il 42% dell’acqua immessa nelle tubature, contro una media del 15% nel resto d’Europa.

Quanto alle relative bollette, è stato rilevato come le stesse spazino, da un massimo di 700 euro a famiglia in Toscana, ai 150 del Molise. Un bel range di 550 euro, all’interno del quale si piazzano poi i costi idrici medi in bolletta degli italiani.

La necessità d’investire nel lungo periodo

Il cittadino si chiede: perché non s’investe a lungo termine, in nuove reti che diano garanzia contro gli sprechi? Questo serio discorso andrebbe fatto per almeno tre ordini di motivi:

a) è sempre il cittadino-consumatore a pagare in bolletta quelle perdite di acqua;

b) il Mezzogiorno d’Italia è spesso a grave carenza idrica, specie durante le estati più torride o, comunque, più siccitose.

Due esempi su tutti, la Puglia e la Sicilia. La prima la importa fondamentalmente dalle generose Campania e Basilicata. Invece, sull’isola, è diffusa la trasmissione mediante autobotti. Almeno queste due regioni non potrebbero mettere sù piani seri di ammodernamento invece dei costosi e inefficaci rattoppi ai buchi?

c) Infine, la terza motivazione, è tutta economica. Non costerebbe molto meno mettere, una volta per tutte, mano al portafoglio, invece di dover intervenire, ogni volta, senza risolvere?

Se si sommassero i costi di questi ultimi e il valore dell’acqua persa, probabilmente i primi sarebbero maggiori di una spesa seria fatta una volta e via. È una questione di etica, di rispetto dei soldi pubblici e di investimenti saggi e lungimiranti.

I rincari dei rifiuti

L’altra grande beffa porta il nome di nettezza urbana. In questo caso le tariffe medie sono passate dai 240 euro di 10 anni fa ai 306 medi del 2020. In percentuale, si tratta “solo” di un +27,5% di aumenti, molto meno rispetto all’acqua.

Particolarmente variegato, poi, il capitolo tariffe. I casi e i costi dei disservizi si sprecano. Si pensi, in particolare, all’esperienza campana e della capitale.

E anche in questo caso la beffa non manca. In Campania, ad esempio, il servizio della raccolta rifiuti presenta più falle, con costi medi a famiglia di 500 euro/anno. Sono i più alti in Italia, lì dove la gestione degli stessi è da record, ma negativi. Le tariffe più basse, invece, si riscontrano nella limitrofa Basilicata.

A fronte di questa stangata rincari bollette acqua e rifiuti negli ultimi 10 anni, alcuni virtuosismi in casa si possono apportare. Se gradite scoprire come tagliare i consumi idrici, vi suggeriamo la lettura del presente articolo.

Le video guide di PdB - Iscriviti al nostro canale per seguire i nostri eventi e format

Consigliati per te