Stanchezza, prurito e cattiva digestione potrebbero dipendere dall’utilizzo di questo comune integratore ricco di antiossidanti

Negli ultimi tempi gli integratori alimentari hanno conquistato sempre più popolarità. A questo ha contribuito in larga parte la pubblicità, a volte esagerando. Alcuni di questi infatti venivano e vengono percepiti dal pubblico come delle cure miracolose per dimagrire o risolvere i gravi problemi di salute. Sicuramente, però, è vero che gli integratori giusti utilizzati nelle giuste quantità possono portare dei benefici. Per averne la certezza tuttavia, come sempre, è necessario chiedere un consulto al medico, per adattare ogni cambiamento alla nostra specifica situazione.

Infatti, ci sono stati alcuni casi in cui degli integratori alimentari sembrano aver causato degli inconvenienti. Ad esempio, stanchezza, prurito e cattiva digestione potrebbero dipendere dall’utilizzo di questo comune integratore ricco di antiossidanti descritto di seguito. Approfondiamo l’argomento scoprendo di quale integratore si tratta, a quali sintomi potrebbe portare e come agire se ci troviamo in questa situazione.

Il giallo di uno degli integratori più diffusi

Il Ministero della Salute ha valutato di dover ritirare dal commercio 19 diversi integratori, tutti basati sullo stesso ingrediente. Questo perché esiste il sospetto che siano stati questi a causare 22 casi conosciuti di epatite colestatica. Questo collegamento deve ancora essere approfondito. Allo stesso tempo, quando le persone segnalate hanno smesso di assumere questi integratori, il problema si è via via affievolito, mentre chi ha ricominciato ad assumerli è tornato nella stessa situazione.

Gli integratori in questione sono quelli a base di curcuma. Si tratta di una spezia orientale, diventata molto popolare per le sue proprietà antiossidanti. Ciò vuol dire che la curcuma è un valido alleato per contrastare i radicali liberi. Anche se, contrariamente all’opinione popolare, non c’è alcuna evidenza scientifica che questa aiuti anche a dimagrire.

Gli esperti ipotizzano che questo possibile legame fra integratori a base di curcuma ed epatite sia dovuto a un’assunzione di dosi eccessive o una possibile contaminazione del prodotto. In ogni caso, è ben noto che la curcumina, il principio attivo della curcuma, possa determinare la tossicità epatica. Questo succede superando la dose suggerita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di 3 mg per chilo del nostro peso corporeo, soprattutto se ciò accade per un mese e più.

Stanchezza, prurito e cattiva digestione potrebbero dipendere dall’utilizzo di questo comune integratore ricco di antiossidanti

L’epatite colestatica presenta tutta una serie di sintomi che però spesso sono tanto generici da rallentarne l’individuazione. Infatti, le prime avvisaglie sono stanchezza e prurito, ma anche dolore al lato destro dell’addome e una pelle di colorazione improvvisamente giallognola. Abbiamo motivo di indagare se a questi sintomi si aggiungono la mancanza di appetito, digestione difficile, febbre, urine scure e feci chiare.

Quindi, se abbiamo assunto integratori alla curcuma per diverso tempo e sperimentiamo uno o più di questi sintomi, non perdiamo tempo a rivolgerci al nostro medico curante per dei controlli.

Approfondimento

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