Stabilità bancaria: MPS riuscirà a riprendersi dopo l’ennesima ricapitalizzazione?

a cura della dott.ssa Giovanna Maria Cristina Sambataro 

MPS mostra per eccellenza cosa vuol dire una cattiva gestione manageriale. Da anni ormai la banca si trova in uno stato di sofferenza finanziaria e, nonostante le precedenti ricapitalizzazioni, continua a trovarsi nella stessa situazione di prima se non peggio. Non sono bastati neanche gli aiuti dello Stato a ripristinare l’equilibrio finanziario e tutte le vicende che ne sono scaturite hanno condotto il titolo a forti speculazioni.

Da poche ore trapela la notizia che la banca è riuscita a convertire un miliardo di euro dei bond subordinati in azioni e il prossimo step sarà quello di organizzare l’aumento di capitale.

Saranno sufficienti 5 miliardi di euro per salvarla?

Ovviamente no. La giusta ricetta da attuare non è solo il denaro, ma la gestione interna della banca che continua a vacillare di volta in volta. I piccoli risparmiatori sono sempre la parte lesa e gli azionisti ancor più, poiché passerà un po’ di tempo prima che il titolo prenda il volo. Gli unici a beneficiarne saranno gli obbligazionisti, che potranno riscuotere mensilmente le loro cedole.

Ad accentuare il problema sono anche i crediti deteriorati, che allo stato attuale difficilmente potranno rientrare a breve termine.

Le imprese sono in serie difficoltà economiche da tempo, la pressione fiscale da una parte e l’alto costo del lavoro dall’altra, non aiutano di certo un abbattimento dei costi, anzi. I consumatori, a loro volta, hanno poca disponibilità economica per aumentare gli acquisti e il numero crescente di disoccupati soprattutto nella fascia giovanile non fa ben sperare ad una ripresa dell’economia.

Un circolo vizioso insomma, che potrà essere eliminato solo con un netto cambiamento.

L’imminente referendum?

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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