Spread e Italia: dove va la nostra economia?

Lo spread viaggia intorno a quota 270, siamo circa alla metà dei picchi raggiunti nel 2011.

Ma siamo anche 100 punti sopra quella che molti definiscono una quota di equilibrio.

Dal nostro osservatorio in realtà la Germania non merita tutta questa fiducia in più.

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Il differenziale del maggiore debito pubblico italiano non basta a giustificare questa costruzione dello spread.

La si definisce costruzione per due motivi:

1 l’Italia vanta comunque un risparmio privato che come in passato potrebbe anche integralmente coprire , acquistandolo, il debito pubblico italiano e ne resterebbe altrettanto libero;

2 il Bund su cui viene costruito il future e a seguire lo spread è titolo inesistente.
Un future  costruito su un sottostante artificiale crea a mio parere anche uno spread artificiale ovviamente a favore di chi ci specula sopra.

Infine le garanzie della BCE valgono per i bund come per i BTP pertanto fintanto che l’Italia rimarrà nell’UE questo spread è ancora più ingiustificato.

Spread: pensioni minime e reddito di cittadinanza…i tempi?

Detto questo è naturale ammettere che gli ultimi dati macroeconomici italiani siano allarmanti e che oltre alla manovra di governo vanno presi altri provvedimenti.

Il ritardo nella emanazione della manovra a causa del balletto Roma- Bruxelles ha certamente contribuito a creare un clima di incertezza che non ha giovato alla voglia di impresa.

Conseguenza occupazione, consumi e produzione non potevano non risentirne.

La manovra però allargherà la platea dei consumatori andando a reinserire fasce deboli di popolazione con aumento delle pensioni minime e reddito di cittadinanza.

Il vero problema sono i tempi.

Le pensioni minime raggiungeranno i 780 euro  e questo dovrebbe spingere i consumi e la “relativa filiera”.

Diverso il discorso del reddito di cittadinanza che presente già in quasi tutta Europa andava fatto.

Così come dovrà essere seriamente collegato all’offerta di 3 posti di lavoro prima eventualmente di essere cancellato.

Il problema del reddito di cittadinanza sono i tempi medio lunghi con cui si arriverà all’erogazione.

L’impatto sull’economia del reddito di cittadinanza rischia di avvenire in differita di mesi rispetto a quello delle pensioni minime.

Spread: Flat TAX e la fattura elettronica

Anche gli effetti della FLAT TAX che favorisce la voglia di tornare a fare impresa e le partite IVA più deboli a tendere saranno interessanti ma nel breve periodo rischiano di non essere apprezzabili quantitativamente.

Frattanto molte piccole e medie imprese hanno problemi ad adeguarsi alla fattura elettronica.

La fattura elettronica di fatto ha portato nuova burocrazia che sta nuovamente ottenendo effetti opposti  a quelli desiderati.

Spread: l’economia italiana necessita di linfa immediata

L’unica via per avere effetti immediati su cui poi nel tempo andranno ad innestarsi gli effetti di pensioni minime, reddito di cittadinanza e FLAT TAX restano gli investimenti pubblici.

L’esempio americano e ora anche cinese dovrebbe essere chiaro.

Non esiste solo la TAV è necessario attivare un piano di ricollaudo e riqualificazione di tutte le infrastrutture stradali, ponti viadotti eccetera che, costruite nel dopo-guerra, ora rappresentano potenziali pericoli.

Come dimostrato ampiamente dal Ponte Morandi a Genova.

Senza contare la necessità degli interventi di natura idrogeologica urgentissimi nelle zone limitrofe ai fiumi, in numerose aree montane e persino sulle nostre bellissime coste.

Il Governo deve attivarsi in queste direzioni con urgenza viceversa per l’economia italiana il tunnel è appena cominciato.

 

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