Spread Btp Bund: quali prospettive?

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Lo spread, o differenziale di rendimento tra titoli di stato di diversi paesi su analoghe scadenze, in particolare rispetto al bund decennale, prescelto come archetipo di titolo a rischio minimo/prossimo alla zero, è uno dei principali indicatori del grado di fiducia in un paese, da parte dei mercati finanziari.

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Nel caso dell’Italia quindi si usa tradizionalmente lo spread tra btp e bund, entrambi su scadenza decennale.

Se, in ipotesi, il btp rendesse meno del titolo tedesco di pari scadenza, significherebbe che i mercati valuterebbero l’Italia paese con minor rischio rispetto alla Germania.

Il trend dello spread è comunque da tempo in evidente calo tra Italia e Germania, e tra un anno la proiezione, basata ad esempio su un’ipotesi di regressione lineare a breve/medio termine, vede lo spread tra i due decennali attorno a uno 0,8/0,6, dall’1,3 attuale.

Per spiegare i fattori che determinano questo scenario, può però essere utile considerare anche lo spread su titoli di uno stesso paese, ma su diverse scadenze, cioè la famosa curva dei rendimenti.

In tal modo potremo calcolare la proiezione ad un anno dello spread tra scadenze a breve (6 mesi) ed a lungo (30 anni), sia del btp che del bund, e valutare quale sarà la curva più positivamente inclinata, che corrisponde ad una previsione di maggior crescita economica, da parte dei mercati.

Un anno fa i due spread (6 mesi/30 anni) erano:

bund 1,87, btp 3,6, il che significa che già un anno fa i mercati ritenevano il potenziale di sviluppo economico italiano superiore a quello tedesco.

Oggi questo spread è:

bund 1,83, btp 3,29, quindi ancora a favore dell’Italia.

Anche se la diminuzione dello spread, sia sulla curva tedesca, che su quella italiana, starebbe a significare un rallentamento, maggiore per il nostro paese, ma pur sempre in una situazione migliore della Germania.

Già questi dati evidenziano, quindi, come i mercati prevedano una maggior crescita economica italiana, il che a sua volta giustifica il restringimento dello spread tra titoli italiani e tedeschi di pari scadenza.

Infatti a maggior crescita economica corrisponde maggior sostenibilità del debito pubblico, in previsione di maggiori entrate, a parità di aliquote fiscali.

Ma come saranno gli spread tra parte a breve e a lungo termine delle due curve tra un anno?

Applichiamo l’ipotesi di regressione lineare ad un anno:

Germania: spread tra un anno 1,79

Italia: spread tra un anno 2,98.

Vince ancora l’Italia, in termini di maggior pendenza positiva della curva, anche se il differenziale tra gli spread delle due curve tende a ridursi ulteriormente.

I mercati tendono quindi ad avere una visione positiva sulle due economie, ma con un maggior potenziale di crescita per l’Italia.

Vedremo se dopo l’eventuale formazione di un nuovo governo, o comunque dopo il chiarimento degli scenari post elettorali, le cose cambieranno, o se resterà invece immutato l’attuale scenario di fiducia.

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