Sono questi i segni che potrebbero indicare che soffriamo di un disturbo del comportamento alimentare

I disturbi alimentari sono dei veri e propri disturbi del comportamento che purtroppo affliggono una grande quantità di persone, soprattutto giovani e giovanissime. Prendere la situazione per tempo, rivolgersi a specialisti per un supporto psicologico ma soprattutto riconoscere di avere un problema, sono tutte cose necessarie.

Ma quali sono i segnali che indicano che c’è un problema?

Sono questi i segni che potrebbero indicare che soffriamo di un disturbo del comportamento alimentare

Il cibo non dovrebbe mai e poi mai diventare una fonte di sofferenza, ma solo una fonte di energia e benessere per il corpo. Quando lo stress sociale, la pressione psicologica dettata da aneddoti personali nella vita di una persona o l’insoddisfazione prendono il sopravvento sulla mente, è bene stare sull’attenti. Sviluppare comportamenti scorretti verso il cibo, purtroppo, è più semplice di quanto si possa pensare e non necessariamente bisogna soffrire di un disturbo diagnosticato per avere un rapporto non salutare con il cibo.

Ma fare attenzione a certi comportamenti è necessario per capire se c’è qualcosa che non va nel rapporto tra la nostra mente e l’alimentazione. Quindi, importante è capire quali sono i segni che potrebbero indicare che soffriamo di un disturbo del comportamento alimentare.

I primi segnali

I primi segnali si manifestano proprio a livello psicologico e denotano un’insofferenza piccola ma presente.

Se iniziamo a confrontare la quantità di cibo contenuta nel nostro piatto rispetto a quella delle altre persone sedute a tavola, iniziando a pensare a quale sia la quantità giusta o sbagliata, c’è un problema. Stessa cosa se prima di mangiare, sentiamo quel bisogno fortissimo di programmare per filo e per segno ciò che dobbiamo ingerire.

Se siamo degli sportivi e la conta delle calorie è prevista dal nostro programma di allenamento, chiaramente non è un problema. Lo diventa, però, nel momento in cui la conta delle calorie non è più una forma di regolarizzazione, ma di ossessione per ogni singola caloria in più.

Un altro problema potrebbe celarsi dietro al non riuscire più a mangiare quel determinato cibo che ci piaceva tanto. Attenzione, però, che i gusti cambino nel corso della vita è assolutamente normale, ma che si smetta di mangiare un alimento poiché ci si sente in colpa nell’ingerirlo potrebbe invece non esserlo.

Un problema è, inoltre, non ascoltare e riconoscere i bisogni del proprio corpo. Alzarsi dalla tavola senza ascoltare la propria sensazione di fame o sazietà non è un bene in entrambi i casi. Sia che si mangi troppo, sia che si mangi troppo poco, bisognerebbe fare attenzione a ciò che il corpo ci richiede, senza eccedere.

Altri sintomi

Se la maggior parte del nostro tempo ci capita di pensare al cibo in chiave negativa, pensando a quanto si desidera o non si desidera mangiare, lì c’è già un problema. Mangiare dovrebbe essere messo alla pari di tutti gli altri bisogni primari di una persona durante la giornata. Se diventa, però, necessità costante o una forzatura da dover affrontare, è bene riflettere e capire se c’è qualcosa che non va.

Se il pensiero del cibo ci angoscia e abbiamo paura di non rispettare una dieta ferrea, potrebbe davvero essere il caso di consultare uno specialista. Il nostro corpo, infatti, ci sta già dicendo che c’è qualcosa che ha bisogno di essere riparato.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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