Sono le banche ad avere l’onere di verificare la solvibilità di un cliente

Sono le banche ad avere l’onere di verificare la solvibilità di un cliente. E’ quanto specificato da una sentenza della Corte di Giustizia UE nel 2014. Con la medesima, si è chiarito che, nei contratti di credito al consumo, stipulati tra i clienti e le banche, queste ultime sono onerate ad effettuare i controlli preliminari. Prima di erogare il prestito, devono, cioè, effettuare un controllo sulla solvibilità del cliente e sulla sua capacità di restituire le somme.

Inoltre, sempre sulla banca, grava l’onere di dimostrare di aver adempiuto ai propri obblighi informativi nei confronti del cliente, prima della stipula del contratto. Infatti, la Corte di Giustizia chiarisce al riguardo che, diversamente, verrebbe leso il principio di effettività.

Quindi quali sono gli obblighi dell’istituto di credito

Abbiamo premesso che sono le banche ad avere l’onere di verificare la solvibilità di un cliente. Infatti, la direttiva U.E. impone alla banca di effettuare una verifica ponderata sulla capacità del cliente di essere in grado di restituire il finanziamento. Tuttavia, la stessa normativa consente all’istituto di credito di basarsi anche sulle informazioni fornitegli dal richiedente il prestito. In tal caso, però, certamente, non dovrà trattarsi di mere autodichiarazioni, bensì di informazioni supportate da una specifica documentazione. Inoltre, al momento della trattativa, la banca deve fornire al cliente qualunque informazione relativa al contratto e alle sue condizioni.

Senonché, a fronte di tale obbligo informativo fondamentale, a poco rileva la clausola standard, contenuta nel contratto di credito al consumo. Con essa, come sappiamo, il debitore dà atto di aver ricevuto tutte le informazioni europee di base. Tuttavia, di tutto ciò si può sempre fornire la prova contraria, dimostrando che l’istituto di credito, non ha effettivamente adempiuto all’obbligo indicato.

Di conseguenza, se la banca che eroga il credito non fornisce al cliente la corretta informazione sull’operazione che si accinge a fare, il contratto può essere annullato. Infatti, si potrà dedurre che il cliente non ha ben compreso il tenore del vincolo e le condizioni contrattuali, a causa della scarsa o omessa informazione. Di qui, la conseguenza che gli effetti della mancata restituzione del prestito ricadranno sulla banca inadempiente.

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