Sono comuni farmaci contro il colesterolo ma potrebbero ridurre il rischio di tumore in questi soggetti

Forse il più grande obiettivo della ricerca medica è trovare la cura al cancro. Ogni giorno gli studiosi si battono per vincere questa importante lotta. Sulle pagine di ProiezionidiBorsa abbiamo riportato spesso i traguardi della medicina, che di tanto in tanto sembra scoprire nuove possibilità in campo di prevenzione oncologica.

Una delle ultime scoperte è quella fatta da una squadra di ricercatori dell’Università di Hong Kong. Gli studiosi hanno testato gli effetti delle statine sui pazienti con insufficienza cardiaca. Lo scopo della ricerca era appurare se le statine, che sono comuni farmaci contro il colesterolo, avessero anche effetti antitumorali. Ebbene, i dati collezionati sembrerebbero dare speranza. Attraverso le parole degli esperti, cerchiamo di capirne di più.

Chi soffre di cuore potrebbe avere un rischio maggiore di ammalarsi di cancro

La ricerca sopracitata ha una duplice valenza. In primo luogo, gli studiosi, commentando i risultati ottenuti, dicono che esisterebbe una correlazione tra insufficienza cardiaca e rischio di cancro. Nello specifico, chi soffre di cuore svilupperebbe anche una certa predisposizione a sviluppare una qualunque forma di tumore.

I ricercatori hanno preso come riferimento per il loro studio un campione costituito da circa 87.000 pazienti, tutti con problematiche cardiache. Poi hanno monitorato l’intero campione per 12 anni, dal 2003 al 2015. Dei membri del campione, ben 11.052 soggetti (circa il 12,7% del campione) hanno sviluppato una forma di tumore nel giro di 4 anni.

Dopodiché, i ricercatori hanno tentato di contare i casi di tumore sviluppati tra chi utilizzava le statine e quelli sviluppati tra chi non le utilizzava.

Sono comuni farmaci contro il colesterolo ma potrebbero ridurre il rischio di tumore in questi soggetti

Dunque, chi soffre di insufficienza cardiaca avrebbe un rischio più elevato di ammalarsi di cancro. Ma tale rischio resta invariato se i pazienti seguono una terapia a base di statine? Secondo i ricercatori di Hong Kong la risposta è no.

Dei membri del campione che hanno sviluppato un tumore, la maggior parte non prendeva statine, a quanto dicono gli esperti. Il rischio diminuirebbe progressivamente all’aumentare del periodo di somministrazione delle statine. Il tasso di mortalità per tumore nell’arco di 10 anni sarebbe del 5,2% tra i non utilizzatori di statine e del 3,8% tra gli utilizzatori.

In conclusione, affermano i responsabili dello studio, l’uso delle statine tra i cardiopatici potrebbe diminuire sia il rischio di ammalarsi di tumore che di morirne.

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