Solo il 5% dei pazienti colti da questa malattia riesce a sopravvivere

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Oltre 60mila persone ogni anno vengono colpite da arresto cardiaco. Purtroppo solo il 5% dei pazienti colti da questa malattia riesce a sopravvivere. Però, con l’avvento del defibrillatore semi automatico, la percentuale è arrivata anche al 30%. La tecnologia in campo medico sta facendo passi da gigante consentendo benefici per le persone affette da malattie.

In questo contesto si inserisce un nuovo sistema di rianimazione cardiopolmonare, capace di portare la sopravvivenza in caso di arresto cardiaco fino al 60-70%. Questa nuova tecnica di ablazione transcatetere utilizza Ecmolife, un innovativo dispositivo portatile, in grado di sostituire temporaneamente la funzione del cuore e dei polmoni nelle persone.

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L’operazione

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Una sonda per il tramite di una puntura nel torace aggredisce e contrasta le aritmie maligne formate nella parte più esterna del cuore. Questa tecnica salva i pazienti dalla tempesta aritmica. Infatti il defibrillatore non ha avuto successo per scongiurare la morte. In Italia sono poche le strutture sanitarie che fanno questo intervento.

I medici impiantano un defibrillatore automatico ai pazienti in modo da erogare uno shock. Il defibrillatore, intervenendo più volte al giorno, causa un incremento significativo della mortalità. Perciò, l’ablazione transcatetere è l’unica terapia possibile.

Vista la complessità della procedura, l’equipe deve essere composta da anestesisti, perfusionisti, cardiochirurghi, emodinamisti. L’ultimo intervento eseguito dall’equipe di Elettrofisiologia della Clinica Montevergine di Mercogliano ha del miracoloso.

L’intervento salva vita

I medici hanno operato un paziente con situs inversus totalis e ventricolo sinistro non compatto in corso di tachicardia ventricolare. Questa anomalia si presenta con cuore ruotato verso destra ed inversione degli organi addominali.

La clinica irpina ha eseguito oltre 900 procedure di ablazione transcatetere di tutte le aritmie cardiache. Nell’ultimo anno, l’equipe medica ha eseguito 13 interventi con l’impiego di assistenza per la circolazione extracorporea (ECMOLife). Solo in questo modo è stato possibile trattare le tachicardie ventricolari più difficili. Questa nuova tecnica introdotta nel campo cardiaco aumenta la sopravvivenza dei pazienti. Infatti solo il 5% dei pazienti colti da questa malattia riesce a sopravvivere.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

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