Soldi sul conto corrente, contanti sotto il materasso, investire nel mattone o investire in Borsa. Cosa conviene oggi?

Soldi sul conto corrente, contanti sotto il materasso, investire nel mattone o investire in Borsa. Cosa conviene oggi?

Quattro modi diversi di intendere il momento, quattro “strategie” diverse per investire i propri soldi in questa situazione delicata. Vediamo quale potrebbe essere la più conveniente.

Soldi sul conto corrente

Praticamente tutti, a meno di non vivere in chissà quale eremitaggio, abbiamo dei soldi sul conto corrente, sia esso tradizionale oppure online. In situazioni particolarmente delicate come queste, molte persone sono portate a non fare niente, soprattutto a non investire (mentre invece è il momento migliore, anche se la cosa è controintuitiva). Ma lasciare i soldi su un conto corrente costa, e si mangia, pian piano, quanto su esso depositato, se non si fa nulla.

Eh sì, perché siti specializzati come ConfontaConti.it hanno fatto i conti in tasca ai c/c. Ed è stato visto che in 7 casi su 8 il saldo è negativo sia che sul conto ci sia una cifra di 10.000 euro che una di 20.000, che poi sono la media di quanto ha depositato la stragrande maggioranza della popolazione. Non solo, c’è poi da tenere conto di un’altra variabile, cioè l’inflazione. Già, perché questa, attualmente allo 0,4%, è ineludibile, e contribuisce a “mangiare” il valore di quanto abbiamo sul conto corrente.

Da quanto appena accennato, si deduce che proteggersi tenendo i soldi in un conto corrente non sia poi una grande idea.

Quindi, soldi sul conto corrente, contanti sotto il materasso, investire nel mattone o investire in Borsa. Cosa ci conviene fare? Vediamo oltre.

Contanti sotto il materasso

Questo denaro non sarebbe depositato in banca, quindi non andrebbe incontro ai “problemi” del conto corrente. Dovrebbe tenere conto solo dell’inflazione, che piano piano, anno su anno, ne eroderebbe comunque inevitabilmente il valore. Non essendo impiegato in niente, piano piano, anche a non toccarli, quei soldi vedrebbero ridotto il loro valore. I soldi sotto il materasso sono un’altra idea decisamente non buona.

Investire nel mattone

E’ una questione decisamente troppo complessa da poter essere evasa in poche righe, ma diciamo che la rendita media che si può ottenere da un immobile che non sia nella categoria “lusso” è inferiore alla doppia cifra, e che si può andare da un 4-5% annuo (realistico) ad un 7-9% annuo (meno realistico).

Sembra discreto, e certamente lo è, ma dovete tenere conto di una cosa. Qualsiasi cifra voi paghiate per l’immobile che acquistate, la dovete sborsare, cioè effettivamente “consumare” al momento dell’acquisto. E il rientro di questa cifra, anche nella migliore delle ipotesi, è quindicinale. Solo da lì in poi l’investimento diventa effettivamente tale, cioè remunerativo.

Diverso è il settore degli appartamenti o delle case di lusso, che davvero raramente perdono di valore (cosa che l’immobiliare “classico” deve invece affrontare spesso), e dove di solito la compravendita, effettuata in contanti, può portare a discrete plusvalenze in tempi ragionevolmente brevi (pochi mesi). In questo caso, però, i capitali iniziali devono essere da subito sostanziosi, nell’ordine almeno di un milione di euro, ed a salire.

Investire in Borsa

A conti fatti, l’investimento in Borsa è quello con le potenzialità remunerative maggiori anche con cifre relative (quindi non i tanti soldi che servono per investire in immobili di lusso). Oggigiorno, poi, si può investire in un PAC (Piano di Accumulo Capitale) con soli 50 euro al mese, ed esistono conti di risparmio che investono, appunto, i nostri risparmi, qualunque cifra essi siano, anche pochi spiccioli.

Quanto si può ottenere da un investimento in Borsa, allora, per renderlo l’azione più conveniente da fare con i propri soldi, con il proprio denaro, per investire? E’ una “vexata quaestio”, ovverosia una questione tormentata e, dunque, spinosa. Semplificando davvero al massimo, non è irragionevole aspettarsi che un investimento in Borsa possa portare ad un 4% annuo senza troppi rischi. Se il profilo rischio-rendimento di un investitore risulta adeguato, la percentuale può salire, ma con essa, ovviamente, sale anche la volatilità dell’investimento

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