Soldi non dichiarati e risparmi: l’Agenzia delle Entrate incastra i contribuenti

Soldi non dichiarati e risparmi: l’Agenzia delle Entrate incastra i contribuenti.

Come funzionano i meccanismi di controllo dell’Agenzia delle Entrate? Chi rischia e chi, invece, riesce a salvarsi dalle sanzioni che giungono puntuali all’indirizzo del cattivo contribuente? Di seguito vi mostriamo come funzionano i controlli in materia di soldi non dichiarati e risparmi: l’Agenzia delle Entrate incastra i contribuenti grazie a degli algoritmi.

Quali sono i sistemi di controllo dell’Agenzia delle Entrate

Grazie all’evoluzione dei sistemi di controllo, l’Agenzia delle Entrate ha accesso ai numerosi dati dei contribuenti che ricava attraverso dichiarazioni dei redditi e movimentazioni.

Come prevedono gli art. 32 del DPR 600/1973 e n.51 del DPR 633/1972 in materia di evasione tributaria, uno dei sistemi è il Risparmiometro. Esso utilizza un particolare algoritmo per verificare che non vi siano scostamenti tra i redditi dichiarati e quelli realmente posseduti.

Come funzionano i sistemi di controllo dell’Agenzia delle Entrate

Soldi non dichiarati e risparmi: l’Agenzia delle Entrate incastra i contribuenti in che modo? Grazie all’algoritmo, è possibile verificare i risparmi accumulati in un anno e la coerenza tra questi ed i redditi dichiarati. Se lo scostamento tra le entrate e le uscite supera la soglia del 20%, allora scattano i delle verifiche più severe volte a stanare un eventuale tentativo di evasione.

Grazie ad una sintesi di informazioni provenienti da diverse banche dati, è possibile che l’Agenzia delle Entrate infittisca gli accertamenti nei casi più sospetti. In tal senso, il modello 730 o il modello Unico che solitamente si utilizzano per la dichiarazione dei redditi fungono da importante elemento di analisi. Il presupposti di base di tale algoritmo prevede che il contribuente dichiari quanto incassa e che quindi ad egli possa associarsi un determinato reddito. Se, invece, le somme depositate sul conto corrente sono discordanti con quanto si dichiara, non si escludono possibili accertamenti che potrebbero dare vita a sanzioni pecuniarie.

Attenzione a prestare o donare soldi al proprio figlio o alla persona cara

Un esempio molto frequente riguarda l’aiuto economico che il genitore offre al proprio figlio che non lavora o che si trova in uno stato di necessità. In tal caso, è sempre bene operare seguendo le disposizioni previste dalla legge se si vuole evitare di incappare in multe da parte del Fisco. Pertanto, la donazione o il prestito di denaro al proprio figlio dovranno seguire una particolare procedura come si indica qui

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