Slittano i tempi della BREXIT. Gran Bretagna nel caos e le Borse come reagiranno?

Chi pensava che il voto odierno sulla BREXIT fosse una formalità è stato ancora una volta smentito.

Ed è stato proprio un emendamento di un conservatore, il moderato Sir Oliver Letwin a mettere all’angolo Boris Johnson.

Il Premier per la verità ha reagito al voto a favore di un passaggio parlamentare di ogni singolo dettato dell’accordo con l’UE dicendo che lui non vi è affatto obbligato.

Slittano i tempi della BREXIT quindi e inevitabile dunque che lo scontro si sposti a breve sul piano costituzionale.

Ergo opportunità di trading su una sterlina attesa ad alta volatilità sia su euro che su dollaro e non necessariamente o comunque non solo al ribasso.

Per le Borse non è una buona notizia, forse

Ai mercati azionari il caos non piace

Caos che rischia di sfociare in un nuovo referendum con tempi di attesa lunghissimi.

Almeno questo è ciò che auspica il milione di inglesi che ha sfilato per Londra per  restare nell’UE.

E forse è proprio questo l’aspetto che rende più probabile una lettura negativa da parte dei mercati azionari.

Il rinvio in quanto tale potrebbe essere anche gradito. In fondo si tratterebbe solo di rallentare gli accordi che dovrebbero man mano subire le ratifiche parlamentari.

Se invece si rimettesse in dubbio il tutto  ecco che allora slittano i tempi della BREXIT di molto anzi diverrebbero biblici e in questo senso sgraditi ai mercati.

Soprattutto perché i sondaggi danno la leader di Boris Johnson addirittura in ascesa tra la popolazione.

A meno che questa nuova sconfitta parlamentare non inizi ad abbattere il suo carisma presso la popolazione.

Se invece il buon Boris resterà in sella sarà stata solo una lunga ed estenuante perdita di tempo.

BREXIT: un caos fuori dalla logica democratica

E qui sta il punto fondamentale la popolazione ha votato liberamente non si capisce in base a quale principio la politica debba trovare ogni sorta di cavillo per fare da ostacolo.

Tra l’altro se fossero necessarie conferme, i sondaggi confermano questa volontà popolare, con la continua ascesa del gradimento del Premier in carica molto meno diplomatico di Theresa May e forse proprio per questo più gradito.

Certo in questo momento viene voglia di creare un asset allocation che escluda completamente dai portafogli gestiti tutto ciò che è britannico.

Si schiariscano le idee e poi torneremo a parlarne.

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