Si può impugnare una multa presa al semaforo? Se si, come? 

Sulla questione se si può impugnare una multa presa al semaforo e se si come, vediamo come si è orientata la Giurisprudenza.

In linea di principio, diverse sentenze hanno confermato la possibilità di impugnativa della multa presa per mancato rispetto della segnaletica semaforica. Ciascuna di esse si è soffermata su un aspetto in particolare.

L’orientamento giurisprudenziale della Cassazione

In linea generale, la Cassazione, con sentenze n. 1940/2010 e 2436/11, aveva affermato la legittimità della multa al semaforo. In assenza di contestazione immediata.

Ciò in quanto non spetterebbe al giudice stabilire se la polizia poteva o meno predisporre una seconda pattuglia dopo l’incrocio. In modo da garantire l’immediato esercizio del diritto alla difesa del conducente.

Tuttavia, la sentenza n. 24248 del 2009 specifica che la contestazione immediata non è necessaria solo nel caso in cui il semaforo sia posto a presidio di un incrocio. A supporto di questa tesi, ricorrerebbe l’art. 384 del Regolamento di Esecuzione del Codice della Strada che contempla, quale unica ipotesi di esenzione dall’obbligo della contestazione immediata, quella dell’attraversamento di un incrocio.

Ne deriva che un primo motivo per procedere all’impugnazione di un verbale di tal fatta, sarebbe, appunto, quello in cui il semaforo non sia collocato a presidio di un incrocio ma in un altro qualsiasi posto.

Seconda ipotesi di impugnazione

Con sentenza n. 1609 del Giudice di Pace di  Torino e del 31 marzo 2020, e n. 438/20 del Giudice di Pace di Firenze, si è addotto un altro motivo invocabile a sostegno dell’impugnazione.

Esso ricorre nel caso di multa al semaforo, in assenza di foto dell’infrazione. In detta evenienza, la contravvenzione viene annullata. Ciò in quanto, nella fattispecie, l’infrazione non è documentata. E quindi non sussiste la prova di essa.

Inoltre, sussiste un altro profilo invocabile nella discorrenda ipotesi impugnativa che è la parità delle parti nel processo. Con la conseguenza che sul Comune grava l’onere di provare la sussistenza dell’illecito amministrativo.

Ne deriva che se la contravvenzione viene comminata in assenza del vigile sul posto, non sussistendo neppure il supporto fotografico, manca la prova della violazione commessa.

Di talchè, siffatta carenza probatoria, si tradurrebbe, qualora la vittoria venisse accreditata all’Amministrazione in una lesione del diritto di difesa del cittadino. Detto orientamento ha confermato quello già in precedenza intrapreso dalla Cassazione.

Essa, infatti, in diverse occasioni, ha sancito l’annullabilità della contravvenzione rilevata dal photored , allorquando non fosse contestata dal vigile, posto nei pressi del dispositivo elettronico. Il tutto, sempre a presidio del diritto di difesa del cittadino.

In conclusione, alla domanda se si possa impugnare una multa presa al semaforo? Se si, come? , abbiamo risposto adducendo due motivazioni sicuramente efficaci per avere vittoria in giudizio.

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