Si corre il rischio che non si mangerà più al ristorante

Tra le attività che sono chiuse da oltre due mesi ci sono i ristoranti. Un colpo al cuore di chi ci delizia con pranzi e cene succulente. Purtroppo si corre il rischio che non si mangerà più al ristorante almeno per un bel po’. Ma come deve fare questa categoria a sbarcare il lunario?. Neanche i tanto decantati prestiti servono. Per la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi neanche 2 aziende su 100 hanno ricevuto i prestiti garantiti dallo Stato. Solo fumo negli occhi. Questo concetto è stato ribadito anche nelle stanze della Commissione Finanza e Attività Produttive della Camera durante la discussione sul Decreto Liquidità.

Il bastone tra le ruote

Dall’indagine svolta dall’associazione traspare che i ristoratori conoscono le misure messe in atto e c’è la volontà di presentare la domanda per usufruirne. Ma ritardi, lungaggini, burocrazia stanno mettendo il bastone tra le ruote. Per chi già ha presentato la domanda solo 1,4% ha ricevuto quanto richiesto. Altro che soldi subito disponibili: le banche senza peli sulla lingua annunciano che ci vogliono almeno tra le 3 e 4 settimane per vedersi accreditati i soldi. Ricordiamo in prestito, con tanto di interessi, non a fondo perduto come avvenuto in altri Stati europei. Alla luce di ciò il sistema messo in essere non funziona, anzi peggio ancora danneggia. Oltre al danno, la beffa e intanto i ristoratori si leccano le ferite.

Quanto vale il settore della ristorazione

Ci sediamo a tavola nei ristoranti, beviamo un cocktail al bar spendendo 90 miliardi di euro. Soldi che finiscono nelle casse di 300mila imprese e che dà lavoro a oltre un milione e duecentomila addetti. I ristoratori oltre a fare profitti per i propri cari, hanno sulle spalle anche tante famiglie che oggi sono con le mani conserte. La buona cucina italiana negli ultimi tempi ha rappresentato uno sfogo occupazionale preminente. Un settore in crescita anche nei periodi più difficili della congiuntura economica. Più ristoranti aperti, più lavoro ma anche più consumo di prodotti agroalimentari italiani.

Il rischio che si sta correndo

Di questo passo, incrociando le dita, la stima delle perdite generali è di 34 miliardi di euro. Finiranno per chiudere definitivamente 50mila aziende e ci sarà una perdita di posti di lavoro fino a 350.000 unità. Un settore che si sente preso in giro: si corre il rischio che non si mangerà più al ristorante.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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