Si chiama plogging e rivoluzionerà il nostro modo di correre

Correre fa bene, si sa. La primavera è appena arrivata, le giornate si allungano, le temperature si alzano. Non c’è scusa che tenga, bisogna rimettersi in moto (per chi non può va bene anche la camminata attiva). Spesso però purtroppo le zone abitate non brillano per pulizia in certe aree, soprattutto quelle verdi.

Ma dalla lontana Svezia è arrivata una soluzione a questo problema: si chiama plogging e rivoluzionerà il nostro modo di correre. Ad inventarla è stato Erik Ahlström, comune cittadino e convinto ecologista, ma l’iniziativa ha rapidamente preso piede in decine di altri paesi del mondo, tra cui anche l’Italia.

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Si chiama plogging, e rivoluzionerà il nostro modo di correre

Il principio è semplicissimo. Si tratta di correre regolarmente, ma dedicandosi allo stesso momento alla pulizia dei luoghi attraversati. Come? È presto detto: basta portare con noi un bel sacco dell’immondizia vuoto durante la corsa, un paio di guanti usa e getta o al massimo un bastone con punteruolo all’estremità. Pianifichiamo con attenzione il nostro tragitto (sempre vicino a casa nel rispetto delle norme anti Covid) e cominciamo a ripulire la nostra zona.

L’iniziativa è talmente diffusa e popolare che sono moltissime le realtà comunali che la incoraggiano. Capita spesso per esempio che magari i municipi partecipino distribuendo mascherine e guanti gratis. Ancora più spesso sono gli utenti stessi ad organizzarsi in gruppi coordinati e affiatati, magari per scambiarsi opinioni o intervenire sui punti più inquinati.

Non solo l’ambiente: migliora anche la salute

Provare il plogging non è solo questione di migliorare il livello di pulizia del proprio quartiere, ma anche di tenersi in forma. Sembra infatti che il corpo ne tragga grande beneficio: pare che aggiungere i movimenti necessari per raccogliere i rifiuti aumenti la quantità di calorie bruciate di circa 50. E se sembra poco, occorre ricordare che in media una sessione di corsa permette di processare circa 235. E poi diciamocelo: per la salvaguardia dell’ambiente questo e altro.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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