Shutdown: conto sempre più salato

Stati Uniti vittima dello shutdown più lungo della storia. Nonostante sia stato toccato il 23esimo giorno di stop delle attività amministrative, non ci sono all’orizzonte segnali che facciano pensare ad uno sblocco della situazione.

Le cause dello scontro

Tutto parte dalla volontà del presidente Usa Donald Trump di costruire il muro al confine con il Messico. Nella manovra di bilancio che dovrà porre il nuovo tetto del debito e stabilire le varie voci per la spesa pubblica, però, di questo non si fa parola. Da un lato Trump ha già fatto sapere che non firmerà nessuna legge che non preveda lo stanziamento di fondi per il Muro. Dall’altro i democratici che dal 3 gennaio hanno la maggioranza alla Camera dei deputati, confermano che non approveranno mai nessun muro.

Le minacce di Trump

Non solo, ma i toni dello scontro hanno rischiato di degenerare nel momento in cui l’inquilino della Casa Bianca ha minacciato di proclamare lo stato di emergenza. Il motivo era chiaro. Così facendo avrebbe potuto usufruire dei fondi del Pentagono. Il tutto bypassando il Congresso.

Il paradosso però si ha guardando i costi di quanto sta accadendo. Infatti, conti alla mano, qualora tutto ciò dovesse proseguire per altre due settimane, si rischia di avere un conto molto salato. tanto da far superare il costo del muro stesso. Infatti nel preventivo offerto da Trump si era parlato di stanziamenti pari a 5,7 miliardi di dollari.

La catena dei consumi

Il blocco delle attività amministrative potrebbe arrivare anche a 6 miliardi di dollari. Questo quanto stabilito da S&P Global Ratings. La misurazione, infatti, prende in considerazione anche il taglio dei consumi da parte della popolazione. Chi resta a casa per la chiusura momentanea degli uffici non percepisce stipendio. E in tutto si parla di oltre 800mila persone. Non solo, ma lo shutdown porta con sè anche un ritardo dei rimborsi per i contribuenti. Il che impedisce letteralmente di poter programmare anche gli acquisti quotidiani.

Shutdown: Il rischio sui lavoratori

A tutto discapito delle catene che potrebbero vedersi costrette a tagliare la forza lavoro aumentando il numero dei disoccupati. Non solo, ma a febbraio potrebbero venir meno anche i fondi dei programmi di assistenza per le fasce deboli della popolazione.

Non sembra che le parole del presidente Trump, disposto a cambiare anche le dinamiche del progetto, abbiano avuto un seguito. Infatti il muro, inizialmente di cemento e mattoni, avrebbe potuto essere trasformato in una sorta di recinzione metallica. Più economica ma anche più veloce da costruire. Questo perchè, come era facilmente pronosticabile, il Messico si è nettamente rifiutato di pagare. Cosa significa questo? Che le spese del progetto sono a carico del contribuente medio americano. E potrebbero anche restare tali.

 

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