Setup geopolitici e mercati tra fantasia e realtà

I mercati sono condizionati da alcuni punti di prezzo e tempo e questi possono essere definiti setup geopolitici.

Devo dire che gli ultimi avvenimenti geopolitici paiono ricondurre più a scenari da spy story o a films d’avventura, che a situazioni reali.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

Setup geopolitici: la realtà

Del resto viene spontaneo pensare a sceneggiature come le seguenti.

Canada: dopo un rocambolesco inseguimento, viene catturata importante manager di azienda cinese accusata di spionaggio e di cospirazione internazionale.

Intanto due agenti segreti della Cia, rappresentati dagli attori Cavill e Johansonn (dirò nel prosieguo perché proprio loro), cercano di capire se alcuni cellulari possano contenere componenti destinate a forme occulte di spionaggio. Fotografano e vogliono capire se queste foto facciano scattare trasmissioni segrete, captate da qualche parte, e che partono senza che l’utente si accorga di nulla.

Intanto un satellite spia degli USA sta evidenziando quelli che paiono nuovi alloggiamenti per missili a medio raggio a Cuba, mentre sensori ad infrarossi stanno segnalando l’avvicinarsi alla coste americane di sommergibili non meglio identificati (forse sommergibili nucleari russi?).

Sull’altra sponda dell’Atlantico altri satelliti USA stanno invece segnalando l’ammassarsi di divisioni corazzate russe lungo i confini occidentali.

Setup geopolitici: la  fantasia

In effetti, sembrerebbe una sceneggiatura da film, peraltro almeno in parte effettivamente già realizzata, visto che l’attore Henry Cavill, interprete di films di spionaggio e la Johansonn, interprete della spia russa nota come vedova nera, effettivamente sono stati interpreti, qualche tempo fa, anche di una pubblicità per la Huawei, messa sul banco degli imputati anche con l’accusa di favorire lo spionaggio grazie ai prodotti venduti.

Ma, a parte sceneggiature più o meno romanzate, è invece realtà quella che sta interessando diverse aree strategiche, all’insegna di un significativo incremento delle tensioni internazionali.

Effettivamente la Huawei è accusata di spionaggio e di violare l’embargo verso l’Iran.

Anche se c’è da domandarsi che senso abbia lanciare queste accuse verso un’azienda non americana.

Setup geopolitici tra la fantasia e la realtà

Ma procediamo con ordine.

Anche gli altri scenari descritti sono realtà, e non immagini iniziali di un film di 007.

Le tensioni tra Russia e Ucraina sono nuovamente salite e si sta temendo un’escalation, con gli USA pronti ad inviare navi da guerra.

E forse, con tutti questi fatti, un’altra importante circostanza è passata quasi sotto silenzio.

Effettivamente Putin ha dichiarato la possibilità di installazione di nuovi missili a Cuba, come già successe nel ’62, anno infatti noto proprio per la crisi dei missili sovietici a Cuba, che rischiò di gettare il mondo verso la guerra atomica.

Ora, se è vero (vedasi mie precedenti analisi) che talora certe tensioni sono più teatro che altro, come quelle dovute al leader nord coreano, in realtà non interessato ad una vera guerra, ma solo ad ottenere determinati risultati sul piano soprattutto del commercio internazionale, è altrettanto vero che, invece, altri scenari sono tutt’altro che fantasiosi.

Setup e la politica di Trump

Tutti questi eventi sollevano quindi alcuni quesiti di fondo, che è opportuno affrontare, per una migliore comprensione della situazione soprattutto dal punto di vista finanziario.

Innanzitutto, che interesse ha Trump a sollevare questi conflitti con la Cina?

A me francamente pare che il presidente USA stia commettendo alcuni errori di fondo.

Se la prende con Powell per la politica dei tassi, ma poi è favorevole a guerre commerciali dei dazi che possono forse impattare ancor più negativamente sull’economia.

Per quanto riguarda la Huawei, a me comunque pare strano che un’azienda effettivamente impegnata in occulte attività di spionaggio a favore del governo cinese, poi faccia pensare a questa ipotesi, decidendo spot pubblicitari che prediligono la scelta di due attori, noti anche come interpreti proprio di spie.

Come non ricordare, infatti, L’uomo dell’Uncle, interpretato da Cavill e la vedova nera, spia russa interpretata dalla Johansonn?

Quanto alla violazione dell’embargo: certo, uno stato può decretare un embargo, ma un conto è stabilire sanzioni penali su chi esercita attività dannosa nel proprio territorio, come nel caso dello spionaggio, o nel caso di un’azienda USA che violi un embargo, ben altro conto è accusare un’azienda se opera al di fuori dei confini USA.

Anche perché in tal caso potrebbe effettivamente verificarsi un netto contrasto di ordinamenti giuridici.

Se ad esempio uno stato A desidera relazioni commerciali con C, ed invece lo stato B decreta un embargo proprio verso C, un manager di un’azienda dello stato A, se si trova nel territorio dello stato B, rischia magari un’incriminazione, mentre nello stato B riceve invece un’onorificenza.

D’accordo, questo già avviene per lo spionaggio, tipico il caso di militari spie eroi in patria, ma imputati nello stato vittima di spionaggio.

Setup, Trump e la politica dei dazi

Ma quale vero interesse potrebbe avere Trump di spingere all’eccesso la tensione con la Cina?

Sotto il profilo finanziario, si tratta, a mio avviso, di un grave errore.

Anche perché qui non parliamo di una ipotetica spia di qualche sperduto paese che nulla conta a livello internazionale.

La Cina,  detiene infatti una cospicua quota del debito pubblico americano, e  potrebbe condizionarne le sorti  dei tassi con vendite dei bond?

In sintesi, esiste una minaccia così rilevante da superare i timori per possibili ritorsioni cinesi sul fronte finanziario?

Certo, si fosse a conoscenza che la Huawei fornisce all’Iran tecnologia per un imminente attacco balistico intercontinentale contro il territorio USA, magari unitamente ad informazioni sulla dislocazione di silos missilistici americani, magari carpiti tramite sofisticati meccanismi contenuti nei cellulari cinesi, capirei..

Ma francamente non credo che il sistema di sicurezza statunitense sia così debole, da lasciar scoprire tali dati con semplici artifici elettronici inseriti in qualche cellulare, e non credo che l’Iran abbia bisogno della tecnologia cinese, per dotarsi di icbm, cioè missili balistici intercontinentali.

Bastano informazioni rese dai russi che già dovrebbero essere in possesso dell’Iran.

La vicenda ricorda un po’ la questione dell’Iraq, accusato di possedere chissà quali armi, ipotesi che si rivelò, almeno a quanto ne sappiamo, infondata.

L’unica cosa certa è che questi avvenimenti, in particolare l’acuirsi di tensioni con la Cina, certo non sono gradite ai mercati, che già temono una crisi economica legata all’inversione della curva dei tassi USA.

Setup: effetti e conseguenze sui mercati

Ma c’è un altro aspetto, che intendo sottolineare.

Ho intitolato questo articolo con il termine setup, ad indicare proiezioni di tempo in cui determinati sconvolgimenti geopolitici possono verificarsi.

Questo concetto risale, tra gli autori più noti che ne hanno parlato, soprattutto a Gann.

Infatti Gann affermava che in corrispondenza di proiezioni di probabili setup di inversione primaria dei mercati, potevano prospettarsi anche eventi geopolitici significativi.

Del tutto analogamente, siamo in presenza, proprio in questo periodo, di rilevanti setup, che proiettavano la possibilità di inversioni di trend di lungo/lunghissimo termine.

A quanto pare i mercati stanno rispondendo.

Ma domandiamoci: solo i mercati, oppure qualcosa di pericoloso e destabilizzante per gli equilibri geopolitici stava già covando sotto la cenere, pronto ad esplodere?

E gli avvenimenti di questo periodo, riconducono a tale quadro complessivo?

Quanto mano una certa probabilità in tal senso non è da escludere a priori.

Vedremo comunque fino a che punto le tensioni con la Cina e la Russia aumenteranno e cercheremo di capire l’evolversi degli eventi.

 

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