Settimana contrastata, senza un chiaro segnale a livello di settori economici

Settimana contrastata, senza un chiaro segnale a livello di settori economici. Potrebbe essere il preludio per un aumento della volatilità entro la fine dell’estate?

Ancora una settimana contrastata a Wall Street, sia tra le varie sedute giornaliere che tra i vari settori economici. Nel complessivo, i maggiori indici azionari hanno ceduto terreno rispetto alle chiusure della settimana precedente, ma vediamo più in dettaglio l’andamento sulle varie scadenze.

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Sia i settori ciclici che quelli growth, hanno riportato risultati negativi in questa settimana. Questo, senza far emergere chiaramente un orientamento del mercato verso l’uno o l’altro gruppo. I servizi di Telecomunicazione hanno ceduto lo 0,87%, l’Healthcare ha ceduto 1,2%, seguono i Finanziari con un -1,21%, Tecnologici -2,08%, Industriali -2,14%, Materie Prime -2,77%, Energetici -6,64%.

A livello mensile invece chiara prevalenza dei settori growth, con i Tecnologici a 3,51%, Servizi di Telecomunicazione 2,07%, Healthcare 1,18%, Industriali -1,22%, Finanziari -2,72%, Materie Prime -2,95%, Energetici -10,99%.

Anche negli ultimi 12 mesi la performance per settori appare contrastata come segue:

Servizi di Telecomunicazione 44,56%, Industriali 43,41%, Finanziari 42,79%, Tecnologici 42,03%, Materie Prime 37,93%, Energetici 28,81%, Healthcare 19,69%.

Dai dati sopra riportati si nota che su un orizzonte mensile, i settori growth (Tecnologici, Telecomunicazioni e Healthcare) stanno generalmente performando meglio dei ciclici (Materie Prime, Industriali e Finanziari). Questa tendenza era stata anche registrata la settimana scorsa in questo articolo. Su time frame settimanale ed annuale invece la situazione appare contrastata.

Settimana contrastata, senza un chiaro segnale a livello di settori economici

Nella settimana abbiamo assistito ad un ulteriore calo del rendimento sul titolo di Stato decennale americano dal 1,37% della chiusura di venerdì 9 luglio al 1,31% di venerdì scorso. In settimana questo rendimento era arrivato a superare l’1,41% per poi ripiegare fino all’1,31% nell’ultima seduta della settimana.

La curva dei rendimenti sul decennale americano appare ancora inclinata positivamente anche se in lieve diminuzione rispetto al mese precedente. Questo segnale per il momento non desta particolari preoccupazioni, anche se va monitorato per capire come continuerà questa tendenza nelle prossime settimane.

Il petrolio è passato da 74,63 a 71,45 dollari continuando a segnare un trend negativo che dura ormai da diverse settimane. Questa tendenza risulta anticiclica, in quanto la stagione estiva ha visto statisticamente una crescita del prezzo del petrolio. Tuttavia, la riduzione di alcune tensioni geopolitiche, l’accordo dei produttori sulle quantità di estrazione e l’apprezzamento del dollaro americano supportano, almeno per adesso, la spinta ribassista delle quotazioni.

Il dollaro americano (USD) continua a guadagnare terreno sull’euro, arrivando a toccare 1,1808 alla chiusura di venerdì.

La volatilità ha visto una leggera ripresa, dopo un mese in calo. L’indice VIX che era scesa sotto i 14,60 dollari, e che ha chiuso la settimana a 18,45 dollari.

Conclusioni

Importanti indicatori tecnici indicano le prossime settimane come decisive. Come segnalato in questo articolo, la settimana prossima potrebbe dare già delle risposte importanti. A questa va ad aggiungersi la settimana di ferragosto che ormai inizia ad avvicinarsi. Questa settimana risulta molto critica a livello annuale per il 2021, come segnalato ripetutamente negli articoli della Sezione “Il punto sui mercati”.

Come se non bastasse, all’inizio dell’autunno, con la riduzione delle ore di sole, e con l’apertura delle scuole, i mercati potrebbero doversi confrontare con scenari nuovi sul fronte delle misure di contenimento per il Covid 19.

Questi sopra elencati sono solo alcuni dei fattori che potrebbero portare maggior volatilità sui mercati, nonostante le politiche monetarie ancora accomodanti e la discreta salute a oggi della curva dei rendimenti. Qualora ciò avvenisse, sarà proprio quest’ultima curva a fungere da barometro per indicare ai naviganti (agli investitori) la possibile severità e durata di eventuali burrasche (correzioni). Ma per questo procederemo per gradi, su questa rubrica, nei prossimi articoli.

Per ora, il graduale ma continuo calo dei rendimenti sul decennale americano continua a sostenere le quotazioni dei settori growth in quanto più esposti a tale dinamica. Su un’ottica di più lungo periodo, nonostante i risultati contrastati di questa settimana, confermiamo quanto suggerito nel precedente articolo. Il rapporto rischio rendimento continua ad essere a favore dei settori ciclici.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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