Settimana che ha visto prevalere i titoli growth. Ma attenzione perché alcuni settori presentano condizioni più interessanti in base al rapporto PEG

La scorsa settimana a Wall Street ha visto una pressione ribassista nella prima seduta, che ha poi lasciato spazio ad un ulteriore incremento delle quotazioni. Durante l’ultima seduta sono stati addirittura toccati nuovi massimi con l’indice S&P 500 che ha raggiunto quota 4.415,18.

Come avevamo anticipato le scorse settimane, c’è stato un certo ritorno della volatilità sui mercati, con l’indice VIX che ha quasi raggiunto quota 25 dollari per poi chiudere la settimana a 17,09 dollari.

Questa settimana hanno prevalso i titoli dei comparti growth rispetto a quelli ciclici.

I servizi di Telecomunicazione hanno guadagnato il 3,58%, Tecnologici 2,99%, Healthcare 2,38%, seguono gli Industriali 1,65%, Materie Prime 1,21%, Finanziari con un 0,55%.

Anche a livello mensile chiara prevalenza dei settori growth, con i Tecnologici a 4,8%, Servizi di Telecomunicazione 4,24%, Healthcare 3,12%, Industriali 1,06%, Materie Prime 0,18%, Finanziari -0,53%.

Negli ultimi 12 mesi la performance per settori appare invece contrastata come segue:

Servizi di Telecomunicazione 51,3%, Tecnologici 44,76%, Industriali 44,17%, Finanziari 42,51%, Materie Prime 37,26%, Healthcare 20,96%.

Dai dati sopra riportati si nota che su un orizzonte settimanale e mensile, i settori growth (Tecnologici, Telecomunicazioni e Healthcare) stanno generalmente performando meglio dei ciclici (Materie Prime, Industriali e Finanziari). Su time frame annuale invece la situazione appare contrastata.

Settimana che ha visto prevalere i titoli growth. Ma attenzione perché alcuni settori presentano condizioni più interessanti in base al rapporto PEG

I titoli del settore growth sembrano essere sostenuti da vari fattori. Tra questi la pubblicazione di alcuni risultati trimestrali sopra le attese, il temporaneo ridimensionamento dei timori legati a nuove varianti del virus. Ma anche un ulteriore calo dei rendimenti sul titolo di Stato decennale americano.

Nella settimana appena chiusa abbiamo infatti assistito ad un ulteriore calo del rendimento sul titolo di Stato decennale americano dal 1,31% della chiusura di venerdì 16 luglio all’1,286% di venerdì scorso. In settimana questo rendimento era sceso fino ad 1,129% nella giornata di martedì per poi risalire fino all’1,286% nell’ultima seduta della settimana.

La curva dei rendimenti sul decennale americano appare ancora inclinata positivamente anche se in lieve diminuzione rispetto al mese precedente. Questo segnale non desta particolari preoccupazioni, anche se va monitorato per capire come continuerà questa tendenza nelle prossime settimane.

Il petrolio sembra, almeno a livello settimanale, aver invertito il trend che lo vedeva in calo da diverse settimane, passando da 71,45 dollari  a 72,17.

Il dollaro (USD) continua a guadagnare terreno sull’euro, arrivando a toccare 1,1770 alla chiusura di venerdì.

Conclusioni

Come già segnalato nelle settimane precedenti, il graduale ma continuo calo dei rendimenti sul decennale americano continua, almeno per ora, a sostenere le quotazioni dei settori growth in quanto più esposti a tale dinamica. Su un’ottica di più lungo periodo, nonostante i risultati contrastati di questa settimana, confermiamo quanto suggerito nei precedenti articoli. Il rapporto rischio rendimento continua ad essere a favore dei settori ciclici.

Le ultime settimane hanno visto prevalere ancora i titoli dei settori growth rispetto ad i ciclici. Il rapporto PEG per settori però ci indica che all’interno di questi due gruppi, non tutti i settori presentano rapporti simili tra prezzo e valutazioni. I Finanziari infatti hanno un PEG più favorevole a 1,05x, i Servizi di Telecomunicazione e le Materie Prime di 1,7x, i Tecnologici 2,11x, gli Industriali 2,38x, e l’Healthcare 3,08x.

In base a questi valori fondamentali, i Finanziari, i Servizi di Telecomunicazione e Materie Prime presentano ancora valutazioni non troppo elevate. Si tratterà di vedere l’evoluzione dei rendimenti sui titoli di Stato nelle prossime sedute. Un loro aumento, penalizzerebbe i settori che quotano a multipli più alti come i Tecnologici, ma potrebbe favorire i Finanziari. D’altro canto, uno sviluppo contenuto dei tassi, unito a buoni risultati trimestrali, potrebbe favorire un’ulteriore pressione rialzista proprio sui Tecnologici.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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