Senza un tetto ai contanti: c’è chi fa peggio di noi e non hanno evasione

L’indice europeo che misura la competenza informatica mette l’Italia al quart’ultimo posto davanti a Romania, Bulgaria e Grecia. Se poi ci andiamo ad abbinare l’affezione degli italiani per i pagamenti in contanti, tiriamo le somme: sarà dura abituarci a cambiare le nostre consuetudini. Intanto il governo sferra l’attacco all’uso dei contanti. L’obiettivo è l’evasione, siamo così certi che questa è l’unica strada per porre un freno ad un malcostume tutto italiano?

Quanto conta per un italiano pagare con i contanti

In Italia si paga per contanti per l’85,9 per cento delle transazioni. Questa percentuale viene fuori da uno studio fatto da Bankitalia. Ci troviamo ad un valore pari al 68,4 per cento del totale. E’ pur vero che i dati sono riferiti al 2016 ma voi pensate che in questi ultimi anni sia cambiato qualcosa?

Siamo pronti al cashless senza un tetto ai contanti?

Soprattutto i più anziani non sanno neanche pronunciare la parola cashless, figurarsi se sanno cosa sia. E qui ritorniamo al punto iniziale. La competenza informatica non è il nostro forte e se il futuro è fatto di mobile payment, contactless, mobile wallets, veramente non sarà semplice trovare una strada.

Si stima che le persone che usano i pagamenti contactless saranno 760 milioni nel 2020. La strategia cashless del governo prevede diverse misure: tetto al contante, lotteria degli scontrini, bonus Befana, sanzioni sul rifiuto dello scontrino parlante, credito d’imposta sui pagamenti elettronici.

Siamo sicuri che il tetto al contante è una garanzia

L’Italia ha questa voglia di mettere un tetto al contante. Ma almeno in undici Stati europei non esiste un tale limite ai contanti. Parliamo di Germania, Irlanda, Islanda, Svezia, Finlandia, Lettonia, Austria, Slovenia, Cipro e Regno Unito. E a quanto si sente in giro nessuno di questi Paesi è noto per avere alti livelli di evasione.

I casi virtuosi senza un tetto ai contanti

Ci sono dei casi che potrebbero fare scuola. In Irlanda da 18 anni ha avviato una strategia nazionale per la digitalizzazione e i pagamenti elettronici. Ridotte le commissioni bancarie, alzato il limite per i pagamenti contactless e la Pubblica amministrazione non accetta assegni. Il numero dei pagamenti elettronici in un batter d’occhio è aumentato.

In Slovenia, invece i pagamenti elettronici sono cresciuti del 27,9%, l’Internet banking viene usato dal 42% dei cittadini e il 51% fa acquisti on line.

Se veramente in Italia vogliamo educare ad usare meno i contanti, dobbiamo avere la forza di mettere il cittadino nelle condizioni di farlo e soprattutto educarlo. Incentivare i pagamenti cashless richiede una strategia di lungo termine.

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