Senza questo problema la Borsa di Milano volerebbe. Ma ha un grande potenziale rialzista

Piazza Affari ha una caratteristica particolare: tra i 40 titoli a maggiore capitalizzazione, poco meno di un quarto sono banche. E le banche italiane non sono esattamente al centro dei desideri degli investitori quando le cose in Italia vanno economicamente male. E soprattutto quando i conti italiani non vanno bene. Senza questo problema la Borsa di Milano volerebbe.

Senza questo problema la Borsa di Milano volerebbe.

Adesso facciamo una riflessione lapalissiana, ma che aiuta a capire qual è il vero problema della Borsa di Milano, ma anche della nostra economia. Se tra i titoli a maggiore capitalizzazione in Piazza Affari ci fossero tecnologici come Amazon, Facebook, Netflix, Zoom, Twitter, Microsoft, la nostra Borsa volerebbe. L’Indice Ftse Mib (INDEX-FTSEMIB) avrebbe doppiato i massimi storici dei 51mila punti da tempo. E invece dove sono i prezzi? A quota 20mila, con prospettive quasi impossibili di ritornare a quei livelli.

Piazza Affari è imbottita di banche e le banche, specialmente quelle italiane, sono considerate old economy. Eppure Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM, Mediobanca, ecc. sono aziende ad alta redditività. Ma sono italiane, e sono imbottite di titoli di Stato italiani, che le zavorrano quando le spread sale. Perciò sono a quotazioni da saldo. Anzi di più. Unicredit è appena sopra i minimi storici; Intesa ci è vicina. Banco BPM è sui livelli più bassi di sempre.

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Il grande potenziale rialzista delle banche

Il basso prezzo delle azioni bancarie italiane è però anche la forza della Borsa italiana in questo momento. Proprio perché i prezzi di questi titoli sono a saldo e le azioni hanno potenziali di crescita che i tecnologici si sono già bruciati.

Banco BPM dai valori attuali di 1,3 euro, ha margini di apprezzamento del 90% per tornare ai livelli di fine febbraio. Intesa per raggiungere i valori di fine febbraio dovrebbe salire del 50% (oggi vale 1,7 euro). Unicredit, che vale 8,3 euro, ha un potenziale di apprezzamento del 75%. Mediobanca, che quota 6,5 euro, dovrebbe salire del 50% per raggiungere i valori di fine febbraio. Bper Banca dovrebbe raddoppiare di valore dagli attuali 2,8 euro.

Per l’indice Ftse Mib salire del 25% non sarà un problema quando le banche torneranno ad essere comprate. Ieri si sono rimesse in movimento e oggi e nelle prossime sedute potranno continuare a salire.

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