Sentix zona Euro meno peggio del previsto

Da pochi minuti è stato pubblicato il dato sul Sentix della fiducia degli investitori in zona Euro.

Le attese erano per un -2.1 che migliorava di poco il precedente -2.2.

In concreto invece è uscito un -0.3. Con questo siamo tornati al livello di dicembre 2018.

Con la differenza che allora si registrò un crollo rispetto al consensus mentre stavolta le attese sono state di molto  migliorate.

Un segnale quello del Sentix UE certamente incoraggiante ma che, come normale, necessiterà di ulteriori conferme per assumere un qualche valore predittivo o anticipatore.

Sentix zona Euro: una storia di ritardi

Come abbiamo infatti spesso sostenuto i dati di sentiment spesso arrivano in ritardo rispetto  a quanto sta maturando nell’economia reale.

Dobbiamo ammettere invece che almeno da dicembre 2018 questo specifico dato del Sentix UE risulta discretamente anticipatore di quanto sta per accadere.

La Germania barcolla ma non molla

Oltre al dato sul Sentix UE la mattinata è stata caratterizzata da alcuni dati sull’economia tedesca.

Vediamoli:

  EUR Esportazioni tedesche (Mensile) (Feb) -1,3% -0,5% 0,1%
  EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore importazioni tedesche (Mensile) (Feb) -1,6% -0,7% 1,4%
  EUR Saldo della bilancia commerciale tedesca (Feb) 18,7B 18,0B 18,6B

Colpiscono varie cose di questi dati.

Il primo aspetto particolare è vedere la bilancia commerciale crescere oltre le attese nonostante il significativo calo delle esportazioni : -1.3% versus -0.5% e +0.1% precedente.

Evidentemente le taciute importazioni sono scese ancora di più…non c’è altra spiegazione.

A fianco di questo prosegue la pessima intonazione dei dati dei Direttori degli acquisti teutonici.

Stavolta è il turno degli addetti alle importazioni che segnano un -1.6% vs -0.7% e un precedente addirittura a +1.4%!

La BCE resterà insensibile?

Questi dati confermano ulteriormente il pieno coinvolgimento della Germania nella difficile fase dell’economia UE.

La mancata esposizione del dato dell’import fa anche solo intuire quanto questo celato calo potrà incidere sull’economia dei paesi che verso la Germania fin qua hanno esportato con dati crescenti.

Ora dalle parti di Berlino nulla pare più funzionare come prima.

La rigida austerity imposta dai burocrati tedeschi per evidentemente rimarcare le differenze tra la Germania e i partner più deboli al dunque ha finito per contagiare anche la Germania stessa.

Uscire da questo vicolo prima che diventi cieco non sarà facile.

BCE e Commissione UE dovrebbero darsi da fare da subito.


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