Sempre più accurate le pratiche illecite usate da furbetti del reddito di cittadinanza per prendere il sussidio anche se non ne hanno diritto

Le notizie di cronaca continuano a mettere in luce un elevato numero di persone che vengono colte a percepire il reddito di cittadinanza pur non avendone diritto. Alla luce dei grandi controlli attivati dall’INPS e dalla Guardia di Finanza, e dai rigidi requisiti previsti dalla misura, una domanda sorge spontanea. Come fanno questi furbetti ad aggirare le norme prendendo comunque il sussidio? Un dato oggettivo è che sono sempre più accurate e particolari le pratiche, tutte illecite, utilizzate per raggiungere questo obbiettivo. E sono proprio le ultime inchieste degli organi di controllo a far emergere alcune pratiche molto utilizzate tanto da italiani che stranieri.

Sempre più accurate le pratiche illecite usate da furbetti del reddito di cittadinanza per prendere il sussidio anche se non ne hanno diritto

Da quando il reddito di cittadinanza ha fatto capolino nel nostro ordinamento, il fenomeno di chi ha percepito il sussidio pur non avendone diritto è stato enorme. È dal 2019 che il redito di cittadinanza è stato introdotto dall’allora Governo Conte uno, quello con Lega e Movimento 5 Stelle in maggioranza. La misura è collegata sia al reddito che ai patrimoni dei richiedenti e del loro nucleo familiare.

E anche la composizione della famiglia è importante sia per il diritto a percepire il reddito di cittadinanza che per la misura dello stesso. Il modello principale che serve per poter entrare nel programma è l’ISEE. Questo deve essere rapportato a tutta la famiglia del richiedente, con redditi e patrimoni relativi ai due anni precedenti quello in cui si presenta la DSU propedeutica dell’ISEE.

Ed è proprio con queste false dichiarazioni nelle DSU che molti riescono ad aggirare la normativa. Finte separazioni tra coniugi per esempio, oppure finta fuoriuscita dal nucleo familiare di un figlio. Tutto questo per ridurre eventualmente il reddito familiare e anche l’ISEE e poter rientrare nei parametri. Per gli stranieri, finto ingresso in Italia alla data utile per poter percepire il beneficio. Infatti lo straniero deve essere, oltre che residente in Italia da almeno due anni continuativi a partire dalla data di presentazione della domanda, entrato in Italia la prima volta da almeno 10 anni.

Le ultime notizie di cronaca mettono in luce pratiche sempre più accurate da parte dei furbetti  per ottenere il sussidio

Naturalmente anche il lavoro è uno dei temi di interesse quando si vuole aggirare l’ostacolo dei requisiti utili al sussidio. Lavorare in nero per esempio, è una delle soluzioni più adottate. Così da prendere sia lo stipendio (nascosto all’ISEE), che il sussidio.

Da Vicenza poi, arriva una notizia di cronaca che cita una operazione dell’Ispettorato del Lavoro. Operazione che mostra che sono sempre più accurate le pratiche illecite usate per truffare lo Stato.

Ben 140 stranieri, di nazionalità romena, hanno percepito il sussidio pur non rispettando le regole. Infatti tutti avevano indicato come residenza in Italia, quella che il Comune di Torino aveva assegnato ai richiedenti asilo. Persone queste, mai state effettivamente residenti in Italia e che mai avevano lavorato in territorio

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