Sembra incredibile ma i nostri dolori di schiena potrebbero provenire da questo gesto evitabilissimo che quasi tutti fanno

Se ci rendiamo conto di provare sensazioni fastidiose tra schiena e testa quali un senso diffuso di contrattura, oppure di vero e proprio dolore a livello cervicale, che magari sfocia in mal di testa, la motivazione potrebbe derivare da una pessima abitudine. Che magari stiamo mettendo in pratica proprio in questo momento.

Forse non ce ne rendiamo conto, ma la pressione muscolare costante di cui parliamo non è necessariamente da ricercare in cause lontane, ma nascondersi nella scorretta applicazione di un’abitudine immediata. Abitudine collegata ad un gesto che non viene ritenuto fastidioso e che potremmo ripetere decine di volte al giorno. Rendersene conto potrebbe dunque aiutare a migliorare la situazione. Fermo restando la necessaria supervisione e consultazione del nostro fisiatra se il dolore si cronicizza.

Sembra incredibile ma i nostri dolori di schiena potrebbero provenire da questo gesto evitabilissimo che quasi tutti fanno

Alcuni la definiscono con un gioco di parole “sindrome da tech neck”, cioè da collo tecnologico. Si tratta di una sintomatologia dolorosa legata all’uso costante e frequente degli apparecchi tecnologici. In particolare dei tablet e degli smartphone, con i quali magari stiamo leggendo ora le notizie e gli approfondimenti. La brutta abitudine che molti di noi rischierebbero di assumere inconsapevolmente è quella di portare le spalle in avanti, con relativa chiusura del torace e conseguente inclinazione della testa per guardare il nostro apparecchio. Pensiamoci, ogni volta che gettiamo un’occhiata al telefono, potremmo spostarci in avanti ed in basso, quasi raccogliendoci in noi stessi.

Ma la nostra testa, anche se non ce ne rendiamo conto, rappresenta un peso sostanzioso. Ogni volta che ci pieghiamo in avanti innaturalmente per guardare il cellulare, potremmo aggiungere un tassello al dolore. Il che non significa smettere di utilizzare la tecnologia, ma ricordarsi di mantenere una posizione naturale. Se la postura non è ben eretta su spalle larghe, lo sforzo per i muscoli è notevole e prolungato. Potrebbe ripetersi decine e decine di volte al giorno. Le tensioni che ne deriverebbero potrebbero essere fastidiosissime. Come se non bastasse, visto l’utilizzo dei cellulari e degli apparecchi in giovane età, queste abitudini potrebbero formarsi su un apparato scheletrico e muscolare ancora in via di formazione. E che, dunque, ne verrebbero condizionate.

La postura

Sembra incredibile ma i nostri dolori di schiena potrebbero provenire da questo gesto evitabilissimo che quasi tutti fanno. Di alcune dritte abbiamo già parlato in passato. Alcuni semplici esercizi infatti sono a disposizione di tutti. Per quanto riguarda l’uso del cellulare, possiamo allontanare il cellulare dagli occhi, magari alzando le mani almeno a livello dello sterno. L’obiettivo è portare quindi la mano verso il volto, piuttosto che il volto verso la mano.

Ma questi sforzi potrebbero verificarsi ed essere causati anche dall’uso scorretto del pc, che utilizziamo per molte ore al lavoro. Per quanto concerne l’uso del pc possiamo poi ricordare che lo schermo dovrebbe essere posizionato all’altezza degli occhi. Pensiamoci, perché magari in questo stesso momento siamo inclinati in avanti. Sopraelevare lo schermo potrebbe bastare per alleggerire il peso della nostra schiena per molte ore al giorno. Meglio poi alleggerire di tanto in tanto prendendoci una pausa dalla postazione pc. E se si tratta di smartphone, possiamo sempre migliorare l’uso delle braccia e la relativa distanza dal corpo. Come se non bastasse, una posa più larga avrebbe anche dei benefici estetici evidenti. Insomma, prevenire i problemi è sempre meglio che risolverli.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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