Sell in May and go away? Una regola da rivedere

Il cosiddetto Sell in May and go Away è una delle massime più conosciute sul mercato. Ma quest’anno, e forse non solo quest’anno, potrebbe non verificarsi.

Sell in May: cos’è?

La frase prende spunto dal fatto che, solitamente, il mercato internazionale e statunitense in primis, registra le sue performance migliori tra ottobre e marzo. Non per niente il motto, per intero è “Sell in May and go away, and come on back on St. Leger’s Day”.

Il significato (spiegato e non tradotto) sarebbe: vendi a maggio, allontanati dai mercati e torna ad investire solo al Leger’s Day, leggendaria corsa dei cavalli che si tiene a metà settembre. Ma, come detto, è un adagio che, complici le nuove direttive delle banche centrali, non ha molto senso ormai.

I precedenti del sell in may

L’ultimo esempio si è avuto proprio a fine del 2018. Statisticamente, infatti, da ottobre a dicembre i mercati sono in pieno rally. Una corsa favorita non poco dalla stagione natalizia che, soprattutto nei paesi anglosassoni, comincia con la festa di Halloween di fine ottobre.

Nel 2018, però, è stata proprio Wall Street a segnare il peggior dicembre dai tempi della Grande Depressione.

Non solo, ma sempre andando indietro nel tempo e guardando alle statistiche, settembre e ottobre sono famosi per il crollo del 1929, il Black Monday del 1987, il crac del post 11 settembre e la crisi di Lehman Brothers nel 2008.

I numeri del sell in may

I migliori rally dell’anno? Sempre più spesso si registrano tra il quinto e il decimo mese. Questo significa che chi ha deciso di seguire il motto del Sell in May ha perso diversi dei migliori rally degli ultimi anni. Numeri alla mano, l’S&P 500 ha visto un +6% dall’inizio dello scorso maggio fino alla fine di ottobre e un +7% da maggio a ottobre 2014.

Risultati che si associano al +10% in maggio-ottobre del 2013. E ancora.

Negli ultimi 20 anni, il quarto mese è stato il migliore proprio per l’S&P 500, con un aumento medio dell’1,7% secondo quanto evidenziato da LPL Financial.

Oltre le statistiche

Andando oltre le statistiche, però, c’è da guardare anche altro. Una delle tante incertezze che hanno frenato l’andamento dei mercati in queste ultime settimane è stata la questione dazi Usa-Cina. Attualmente i colloqui sono in una fase molto avanzata e sebbene non ci siano state novità concrete, da entrambe le parti si lavoro con ottimismo.

Ciò significa che i settori coinvolti sono pronti ad un salto immediato nel momento in cui le due parti potrebbero arrivare ad un accordo. E ciò potrebbe verificarsi anche all’inizio dell’estate.

Smentendo il sell in may.

 

Sell in May and go away? Una regola da rivedere ultima modifica: 2019-04-09T15:56:25+02:00 da Francesca Bonfanti

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