Segno meno ovunque. Mercati delusi dalla FED

Segno meno ovunque. Mercati delusi dalla FED. Per quale motivo? Troppo poco quello deciso dalla banca centrale Usa nella sua ultima riunione. O per meglio dire: troppo blanda ed insufficiente la nuova politica di tassi bassi almeno per altri due anni. Gli analisti, infatti, pensano che sarebbe stato necessario approntare una strategia più ampia e complessa per aiutare il mondo ad uscire da questa situazione ancora molto difficile. Non solo, ma sempre gli osservatori concordano sul fatto che le l’outlook incerto descritto dalla Federal Reserve sia un elemento tendenzialmente negativo. Inoltre gli obiettivi fissati sono difficilmente decifrabili, il che non aiuta a dare certezza ai mercati.

Cosa sta succedendo sui mercati?

Come detto c’è un segno meno ovunque. Mercati delusi dalla FED anche se, come spesso accade, bisogna dire, che le aspettative erano alte. Forse troppo. Ad ogni modo sui mercati prevale lo scetticismo, oggi. Poco prima delle 16.30 infatti il Ftse Mib registra un -1% così come, in negativo, sono anche Parigi (-0,6%), Francoforte (-0,5%) e Londra (-0,2%).

I rating a Piazza Affari

Per quanto riguarda Piazza Affari, nonostante il segno meno Mediobanca vota per Enel (8,60 euro), Hera (4 euro), Inwit (12,62 euro), Poste Italiane (11 euro), Rai Way (7,02 euro), tutti titoli con rating outperform. Da citare anche il buy di Ubs per Bper (2,90 euro) e quello di Kepler Cheuvreux su STMicroelectronics (30 euro).

I titoli da monitorare a Wall Street

Male anche Wall Street. Si va dal -0,8% dell’S&P500 al -0,5% del Dow per chiudere con il -1,3% del Nasdaq. Intanto per quanto riguarda i titoli da monitorare sui listini Usa è da citare il taglio su General Dynamics Corp. ( NYSE: GD) declassata a sell dal precedente buy con target che passa a 138 dollari dai precedenti 205. A deciderlo è stata Goldman Sachs.

Gli eventi più importanti nel calendario macroeconomico

Agli orari prefissati si può consultare il calendario economico  per leggere l’esito dei dati macroeconomici pubblicati. Per i dati macroeconomici il più importante tra quelli pubblicati è l’inflazione di agosto nell’eurozona, inflazione che si ferma a -0,2% contro un precedente, a/a di +0,4%.

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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