Segnali di miglioramento dell’economia tedesca

Prosegue il balletto up & down dei dati macroeconomici teutonici: oggi nuovi segnali di miglioramento dell’economia tedesca.

Questo non vuol assolutamente dire di investire oggi sull’indice azionario DAX.

Anzi l’indice tedesco è in fase di compressione dei prezzi e rischia un veloce ritracciamento nel breve.

Investire in azioni tedesche e in generale europee a questi prezzi nel breve termine può essere fonte di rischi e quindi si raccomanda per chi è investito di mantenere le posizioni con gli stop inseriti.

Il rapporto rischio rendimento dopo gli ultimi strappi non è favorevole.

Anche perché l’innesco di un grande flusso di liquidità da fondi e gestioni azionarie non è ancora scattato.

Dati macroeconomici tedeschi: commento

    Esportazioni tedesche (Mensile) (Set) 1,5% 0,4% -0,9%
    Indice direttori acquisti importazioni tedesche (Mensile) (Set) 1,3% 0,0% 0,1%
    Saldo della bilancia commerciale tedesca (Set) 19,2B 18,1B 18,7B

La cautela cui invitiamo nell’acquistare azioni o indici europei è validata anche dalla scarsa reazione ai dati mattutini espressi dalla tabella.

Dati bisognosi di conferma ma che forniscono segnali di miglioramento dell’economia tedesca.

Per la verità si sta realizzando un balletto up & down di numeri che solo quando assumeranno la forma di una sequenza meno discontinua ci chiariranno se davvero la Germania sta evitando la recessione paventata persino da Berlino stessa.

E’ evidente però che il +1.5% delle esportazioni versus +0.4% atteso e -0.9% di un mese fa è dato che mal si concilia con criticità importanti.

Evidentemente, visto l’oggettivo calo segnato dalla produzione industriale teutone, le grandi ditte germaniche stanno svuotando i magazzini e facendo fuori le scorte.

Decisiva quindi sarà l’osservazione sul prossimo dato sugli ordinativi per capire se il peggio è alle spalle e i segnali di miglioramento dell’economia tedesca saranno confermati.

Viceversa dovremo pensare che questo odierno è stato un fuoco di paglia nella tempesta.

La BCE che fa?

Piuttosto lascia perplessi che la BCE continui a tacere degli sconfinamenti delle esportazioni tedesche rispetto ai budget assegnati.

Da analisi precedenti era emerso che già a 18B la Germania risulta ampiamente oltre le quote ad essa assegnate.

Ora a settembre si è arrivati a 19B ma nessuno si sogna lontanamente di dire qualcosa.

Eppure all’Italia, che viene “accusata” di rallentamento economico, da anni si impedisce l’export di tonnellate di prodotti agricoli per favorire merci altrui.

Un po’ più di equità non guasterebbe, ma per raggiungerla dovremo necessitare di un quadro politico stabile e di più statisti e meno politicanti…avverrà mai?

A prescindere dalle problematiche del nostro quadro politico instabile le diseguaglianze all’interno di una unione nel tempo portano alla disgregazione.

A Bruxelles farebbero meglio e tenerlo presente.

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