Secondo la ricerca scientifica il 12% dei pazienti con infarto sviluppa un’altra malattia

Ha già qualche anno lo studio condotto dai ricercatori che indaga le correlazioni fra infarto del miocardio e diabete.

Era da tempo risaputo che i pazienti diabetici hanno un più alto tasso di probabilità di andare incontro a infarto. Soprattutto i soggetti giovani possono sviluppare ipertensione, predisposizione al sovrappeso e malattie della vista. Ma cosa si poteva dire del contrario? Cosa rischia un paziente che ha già avuto un infarto del miocardio?

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Secondo la ricerca scientifica il 12% dei pazienti con infarto sviluppa un’altra malattia.

È stato uno studio italiano a evidenziare le possibili correlazioni del processo inverso. Uno lungo e complesso lavoro di analisi che ha impiegato molti ricercatori nell’analizzare i dati di 8291 pazienti che avevano avuto un infarto nei tre mesi precedenti l’indagine.

Sono stati analizzate le abitudini alimentari i fattori di rischio genetici e utilizzo o l’abuso di farmaci. Anche il consumo della dieta mediterranea è stato monitorato attraverso un punteggio che incideva nell’analisi clinica dei pazienti coinvolti nello studio. Quindi il quantitativo di frutta, verdura cotta o cruda, olio di oliva e pesce consumati hanno avuto la loro decisiva influenza nell’anamnesi dei soggetti coinvolti. Ecco che i risultati non hanno lasciato dubbi in proposito.

Il 12% dei pazienti hanno sviluppato il diabete, ma una percentuale ben più alta ha cominciato a soffrire di instabilità glicemica nel sangue. Quindi scompensi da monitorare e che possono rappresentare fonte di preoccupazione ed eventualmente di intervento curativo.

Conclusioni e suggerimenti

Ecco che lo studio ha evidenziato che i soggetti che hanno avuto un infarto miocardico, hanno un’alterata e maggiore probabilità di andare incontro a scompensi glicemici e diabete.

Farsi seguire da medici specialisti è perciò fondamentale per mantenere e monitorare lo stato di salute. Ma l’accento va puntato senza dubbio sulla prevenzione. Pertanto non è retorica ribadire l’importanza fondamentale di adottare quanto prima uno stile di vita sano ed equilibrato che possa anche contrastare le eventuali predisposizioni genetiche. È sicuramente un campanello d’allarme il fatto che il 12% dei pazienti con infarto sviluppa un’altra malattia secondo la ricerca scientifica che ci aiuta a capire come invertire la rotta e prevenire le malattie.

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(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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