Se uno spende più di quanto guadagna che fine farà? Lo Stato Italiano lo fa da 40 anni ed oltre

Se uno spende più di quanto guadagna che fine farà? Lo Stato Italiano lo fa da 40 anni ed oltre. Per la precisione lo fa da 50 anni. Sin dagli anni del governo di Mariano Rumor. E’ proprio da allora che il debito pubblico dello Stato ha incominciato ad alzarsi inesorabilmente. Da poco più del 40% del PIL che era a quell’epoca, infatti, siamo passati ai livelli di adesso. Che prima della crisi indotta dalla Covid-19, ricordiamolo, erano già superiori al 136% del PIL. E che oggi veleggiano verso il 166%. Ovviamente a causa dell’allentamento dei vincoli europei di spesa. Allentamento per consentire agli stati di soccorrere le loro economie in profonda difficoltà. Ed oggi in conclamata recessione. La peggiore dal dopoguerra.

Che cosa sia il debito pubblico dovreste saperlo tutti. Purtroppo non è così. Quindi giova ricordare cosa sia. E’ il debito che uno Stato ha con soggetti terzi. Quali individui, banche, imprese, o altri Stati. Soggetti che sottoscrivono il debito dello Stato. Debito che è costituito dall’emissione di titoli obbligazionari. Titoli che hanno durata variabile. Da pochi mesi a decine di anni. E ovviamente si tratta dei vari BOT, BTP, CCT, CTZ. L’emissione di questi titoli serve a coprire il fabbisogno di cassa della nazione. Essendo in definitiva il debito pubblico un prestito che lo Stato chiede ai soggetti sopra esposti, viene restituito con gli interessi. E sono proprio questi che aggravano, di anno in anno, la nostra situazione. Vediamo perché.

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Se uno spende più di quanto guadagna che fine farà? Lo Stato Italiano lo fa da 40 anni ed oltre

Da buoni padri e madri di famiglia sapete che spendere più di quanto si guadagni è pericolo. E se chi sta leggendo non è né padre né madre, lo saprà certamente lo stesso. Perché ve lo avranno detto di sicuro. Allora, se la situazione è questa, perché lo Stato si comporta diversamente? Le motivazioni sono molte. Ed è impossibile riassumerle nel poco spazio di un articolo. Ma sono eminentemente politiche. E legate a sistemi non più applicabili, fortunatamente. Ma durissimi a morire.

Con il denaro ottenuto attraverso l’emissione di titoli obbligazionari, lo Stato e gli enti locali dovrebbero farci un sacco di cose. In maniera principale, costruire infrastrutture e logistica per migliorare il tenore di vita dei cittadini. Quindi ospedali, scuole, mense e simili. Ed ovviamente costruire le nuove strade che li colleghino alla rete già esistente. Oltre a questo, questo denaro dovrebbe servire a fare la manutenzione degli edifici e delle strade. Nel corso degli anni, invece, il debito pubblico è stato usato per altro.

La triste situazione italiana

Se uno spende più di quanto guadagna che fine farà? Nel passato il debito pubblico è cresciuto a dismisura a causa di una serie di fattori. I più importanti sono stati gli sprechi, dovuti alla corruzione, e l’enorme espansione della Pubblica Amministrazione. E di conseguenza, delle burocrazia. Che, in un gioco perverso, rende le procedure statali sempre più contorte. E, quindi, suscettibili di corruzione.

L’aumento del debito pubblico, nel passato, veniva gestito con una svalutazione competitiva della valuta. Che veniva usata per recuperare competitività. Ma svalutare fa crescere l’inflazione, che infatti negli anni dal 1970 in poi ha galoppato, in Italia. Rendendo i rendimenti reali dei titoli del debito pubblico negativi. Ma la gente non lo sapeva, ed ha sempre continuato a comprarli. Dal 2002, però, non abbiamo più la lira, ma l’euro. E quindi non possiamo più svalutare. Infatti la nostra competitività sta man mano morendo.

Soluzioni?

C’è una soluzione a questa emorragia continua che fa aumentare il debito? Certo che c’è. Ma è molto dura ed estremamente impopolare. E consiste in prima istanza nel tagliare drasticamente il numero di dipendenti pubblici. Aumentando, al contempo, la produttività di chi rimane. Purtroppo questa prospettiva non è percorribile per diversi motivi. Primo tra tutti quello elettorale, perché chiunque la perseguisse si suiciderebbe politicamente. E poi i sindacati farebbero delle barricate enormi, magari anche paralizzando il Paese.

Purtroppo la situazione di uno Stato eccessivamente spendaccione è destinata a durare. Ma se non termina, la fine può essere una sola. Il default, cioè il fallimento. Che avverrà non appena la BCE smetterà di comprare il nostro debito. Come sta facendo adesso. Unica motivazione per cui non siamo ancora falliti.

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