Se siamo stitici forse non dipende solo da quel che mangiamo ma anche dal nostro water

Uno dei piccoli grandi drammi che qualcuno di noi deve affrontare quotidianamente, è la difficoltà all’evacuazione, detta altrimenti stitichezza. Seduti nel privato del nostro bagno ci ritroviamo ad accartocciare le nostre facce in smorfie simili al dolore. Una volta raggiunto il fatidico obiettivo, ci affaticheremo a disotturare il water, a causa di un’evacuazione affatto soffice e minuta. In passato abbiamo suggerito un metodo infallibile per sturare un wc intasato, in due minuti.

Nei giorni successivi cercheremo soluzioni per eliminare il nostro piccolo dramma: certamente modificheremo la nostra dieta (più verdure, molta acqua, fibre) e, in parte, ci affideremo a tisane e farmaci da banco. È naturale pensare che il problema del nostro intestino dipenda da noi e da quel che mangiamo. Forse non è così. Se siamo stitici forse non dipende da quel che mangiamo ma anche da nostro water.

La storia del wc

Nella storia umana, invece, diverse sono le soluzioni per soddisfare questa fondamentale funzione dell’organismo. Il wc (water closet) che conosciamo oggi è opera dell’ingegno di Alexander Cumming nel ‘700. Sviluppi successivi hanno poi consentito di aggiungere lo sciacquone e altre piccole migliorie. In linea di massima la forma del gabinetto è rimasta identica, identico il meccanismo per eliminare gli escrementi.

Nel 2011, il programma Water, Sanitation and Hygiene ha avviato la Reinvent the Toilet Challenge per stimolare la creazione di nuove tecnologie per la toilette che gestiscono in modo sicuro ed efficace i rifiuti umani.

La disponibilità di wc nel Terzo Mondo è una delle necessità per migliorare le condizioni igieniche e di salute di questi paesi. La Fondazione Bill e Melinda Gates ha assegnato almeno 4,8 milioni di dollari in sovvenzioni alla London School of Hygiene and Tropical Medicine per perfezionare una tecnologia chiamata Tiger Toilet. Si tratta di una toilet che non usa scarico per eliminare gli escrementi, ma dei vermi tigre. È un argomento che dal privato diventa globale.

Ma perché tutti i water sono bianchi? È controintuitiva la scelta di questo colore, in un ambiente in cui macchie e incrostazioni possono essere presenti a ogni utilizzo. La motivazione risiederebbe nel fatto che il water sia fatto in porcellana e la porcellana ha questo colore. Il bianco è poi sinonimo di pulizia ed è ormai prassi avere i sanitari di questo colore.

Se siamo stitici forse non dipende solo da quel che mangiamo ma anche dal nostro water

Una famosissima scultura di Auguste Rodin è “Il pensatore”. Raffigura un uomo seduto, con un gomito poggiato sulla coscia, bloccato nei suoi pensieri. Pur essendo seduto, dunque, il corpo è leggermente chinato in avanti, con un angolo di circa 35°. Questa posizione, quest’angolo di seduta, sarebbe la posizione ideale per evacuare con facilità e senza sforzo, a differenza di quanto avviene con la seduta classica e la schiena dritta. In qualche modo, viene ripresa la posizione accovacciata, utilizzata dagli esseri umani per migliaia di anni durante la defecazione. In questo modo, l’apparato sfinterico si riesce ad aprire completamente, l’intestino non viene compresso e l’evacuazione è più agevole.

Nuovi progetti di water sono stati proposti per mimare in maniera più precisa la posizione ideale per espellere le feci. E finalmente saremo felici, perché sul proprio trono ciascuno è re.

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