Se non paghiamo le tasse si prendono i soldi dal conto corrente

Fare i furbi e non pagare le tasse può costare caro. Con le ultime misure adottate dal Governo retto da una maggioranza di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Leu e Italia Viva la lotta “senza quartiere” all’evasione è solo all’inizio.

I tempi saranno duri per tutti. L’Agenzia delle Entrate può spiare i nostri conti correnti. I Comuni potranno prendere i soldi dal conto corrente nel caso in cui non paghiamo le tasse (Tari, Imu, Tosap, bollo auto, rette scolastiche, imposta su affissioni e pubblicità). Se non paghiamo le tasse si prendono i soldi dal conto corrente. Questa è la  situazione.

Inoltre i Comuni possono procedere al pignoramento dell’auto di proprietà e degli immobili (con l’esclusione della prima casa).Questo recupero forzato non riguarda le multe stradali che seguiranno il vecchio iter.

Cosa succede se non pago le tasse

Da quest’anno è introdotto l’accertamento esecutivo per Imu, Tasi, Tari e tributi locali. Gli enti pubblici che hanno competenza su queste imposte e/o tasse per tutti gli atti emessi da quest’anno possono snellire la procedura del recupero del credito.

Cosa possono fare gli Enti

Gli Enti non dovranno attendere più i tempi di iscrizione a ruolo del debito. In caso di una mancata risposta all’avviso di accertamento e all’intimazione di pagamento potranno direttamente procedere nei confronti di chi non ha intenzione di pagare le tasse locali.

La procedura

Prima eravamo abituati a ricevere la cartella esattoriale, per poi quando non si pagava la stessa avveniva il fermo amministrativo, l’ipoteca o il pignoramento.

Ora se non si correrà ai ripari entro due mesi dall’avviso di accertamento, l’atto notificato al contribuente sarà immediatamente esecutivo. Quindi da oggi se non paghiamo le tasse si prendono i soldi dal conto corrente.

Come l’Ente si prende i soldi dal conto corrente

Nel caso in cui il debito è fino a 10mila euro, l’Ente è obbligato ad inviare un sollecito di pagamento, prima di attivare le procedure di recupero forzato.  Il contribuente potrà regolarizzare la propria posizione, pagando il debito in unica soluzione o  a rate, da un minimo di 4 fino ad un massimo di 72 rate, in base all’importo del debito.

 

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