Se mi separo ho diritto alla pensione sociale?

Se mi separo ho diritto alla pensione sociale? Come funziona nei casi in cui la separazione veda un azzeramento dei redditi di uno dei due coniugi? In questo articolo, gli esperti di Fisco e Diritto vi mostreranno come ottenere la pensione sociale nei casi di separazione.

Come funziona la pensione sociale e cosa prevede in caso di separazione

Quando si parla di assegno sociale si fa riferimento a quel tipo di trattamento pensionistico che spetta ad alcune categorie di contribuenti. Si tratta di una prestazione economica che spetta a quei cittadini che versano in condizioni economiche particolarmente svantaggiate. A partire dal 1° gennaio 1996, la pensione sociale è stata sostituita da quello che oggi si definisce “assegno sociale”. L’interrogativo che in questa sede il lettore si pone potrebbe essere il seguente: se mi separo ho diritto alla pensione sociale?

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Alle suddette condizioni di difficoltà economiche, per ottenere il sussidio dall’INPS, si deve dimostrare di avere anche i seguenti requisiti:

  1. aver compiuto 67 anni (secondo l’adeguamento che prevede il L. 201/2011);
  2. dimostrare di possedere cittadinanza italiana; in alternativa, essere cittadini di un Paese europeo se si ha il permesso di soggiorno o l’iscrizione all’anagrafe del Comune di residenza;
  3. dimostrare di risiedere in Italia da almeno 10 anni in maniera continuativa e stabile.

Quali sono i requisiti di reddito necessari

A questi requisiti se ne aggiunge uno strettamente collegato al reddito. Per l’anno 2020, la soglia di reddito massimo del richiedente non deve essere superiore a € 5.824. Tale limite vale tanto per la persona che non è coniugata quanto per quella che risulta formalmente separata. Questo vuol dire che, se ci si separa, si può ottenere la pensione sociale solo se in possesso dei requisiti che la Legge prevede. Solitamente, il calcolo dell’assegno sociale avviene per sottrazione ai redditi che la persona dichiara nell’arco dell’anno. Un aspetto da ricordare è che l’INPS eroga tale sussidio per un totale di 13 mensilità annue ai beneficiari. Poiché non si tratta di un trattamento definitivo, se le condizioni economiche del beneficiario migliorano, non si ha più diritto all’assegno sociale. Esistono dei casi in cui anche chi risulta beneficiario di pensione di reversibilità può aumentare l’importo grazie all’assegno sociale come si legge qui.

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